Allegri, Furlani, Cardinale: chi è il vero colpevole del fallimento Milan?

Ritrovarsi ancora una volta al 16 aprile a dover tracciare una linea di un bilancio sportivo negativo é avvilente.

Lo dicevamo la scorsa settimana, il quarto posto è un obiettivo meramente economico e non calcistico: tuttavia mai immaginavamo che fosse addirittura in discussione dopo uno 0-3 in casa contro l’Udinese, peggior sconfitta casalinga dai tempi del 2-5 col Sassuolo.

Allegri e un fondo mai toccato prima

Tradotto: Allegri ha toccato un fondo che nemmeno i silurati Fonseca e Conceição. Le colpe dell’allenatore ci sono, evidenti a chiunque non voglia schierarsi coi paraocchi per amicizia pregressa con Max: il calcio nel 2026 è andato molto avanti, Allegri è rimasto un po’ indietro, nonostante l’eccellente lavoro del suo staff con Corradi e Magnanelli.
Troppo facile oggi raccontare di un Allegri vittima, o che meriterebbe chissà quali giocatori diversi: in settimana chiedevo in diretta a Sportitalia e sul mio canale YouTube se i giocatori del Como di Fabregas fossero davvero migliori di quelli del Milan. Solo per fermarsi alla difesa tanto cara a Max: Butez, Vojvoda, Valle, Smolcic, Diego Carlos, Kempf, Van der Brempf, Goldaniga, Moreno… Giudicate voi con onestà e tenete presente che hanno preso un gol in meno dei vari Maignan, Tomori, Gabbia, Pavlocic, De Winter.

Furlani e un progetto sportivo fallimentare

Mettere Allegri davanti alle giuste responsabilità non significa trovare alibi o peggio ancora assolvere i piani alti. Lo diciamo a chiare lettere, per non essere fraintesi: il progetto sportivo di Giorgio Furlani in questi anni ha sempre fallito su tutta la linea. Le direttive calcistiche che arrivano dal quarto piano di Casa Milan dell’estate 2023 a oggi si sono rivelate azzeccate con una percentuale bassissima: per qualche Reijnders o Pulisic scappato qui e lì, da anni si procede con una rosa inadeguata nel numero, nella qualità e nell’assortimento. D’altronde, esattamente come per un ministro al momento di formare il governo, l’estrazione del soggetto scelto fa capire in partenza la politica che verrà intrapresa. Furlani è il numero 1 in circolazione per numeri, conti, bilanci e ammortamenti: per il calcio invece, rischia di essere nella parte bassa della colonna di destra dei CEO di Serie A.

Cardinale e le vere priorità del Milan

L’errore? Sta evidentemente più su di lui. Perché Furlani, ormai nel mirino dei tifosi, non è un dittatore che si è autonominato o che tiene ostaggio il Milan: è stato confermato (e sarà confermato ancora per il prossimo bilancio) da Red Bird per la sola volontà di gestire la società senza rimetterci un euro, non per vincere in campo. Questione di priorità e di ruoli: Furlani, Milanista vero, con la M maiuscola, ha provato e prova a fare del meglio, ma é palese che non ci sia riuscito e non ci riesca, perché – confermo in maniera chiara – non ne ha le competenze. Ma a Cardinale interessa davvero? La risposta la conoscete tutti.

Change privacy settings
×