Manuel Locatelli, centrocampista della Juventus, ha parlato quest’oggi in conferenza stampa dopo il prolungamento di contratto (4 anni) con il club bianconero.
L’inizio della conferenza di Locatelli è incentrato sul ricordo di Manninger, scomparso l’altro ieri dopo un terribile incidente stradale in Austria: “Ci tenevo a ricordare Manninger, io che da bambino guardavo la Juve ho un ricordo di lui. Era una grandissima persona, lo ricorderemo con affetto, verrà ricordato domani e per sempre. Mando un abbraccio alla famiglia”. Sulle emozioni del rinnovo: “Quando oggi sapevo di dover fare la conferenza, mi son chiesto come posso dire cosa provo, di aver rinnovato con la Juve, di essere capitano, è difficile da descrivere. La risposta è da fare domani a un bambino qualsiasi che viene a vedere la Juve domani. ‘Tu tifi Juve fin da piccolo? Ti piacerebbe diventare capitano un giorno e sposare un progetto del genere?’. La mia risposta è questa”.

La conferenza stampa
Locatelli si è concentrato anche sull’andamento della squadra, tra passato, presente e futuro: “Quest’anno purtroppo non siamo riusciti a vincere, abbiamo questo obiettivo di qualificarci in Champions League. Vogliamo tornare a vincere, c’è un progetto solido, la scelta di rinnovare il mister è stata un bel segnale. Yildiz è un giocatore importante per il futuro, McKennie. È importante avere un progetto solido e dovremo tornare a vincere il prima possibile. È quello che si aspettano i tifosi e anche la società”.
Ti stai rendendo conto di poter vivere 9 stagioni alla Juve?
“Scherzando con i compagni diciamo sempre che un anno alla Juve equivale a 7anni da un’altra parte, per la gestione delle pressioni. Sarebbe bellissimo fare 9 anni qui ma non ha senso pensare al futuro. L’importante è cosa uno fa adesso e in campo, la cosa che conta è cosa uno fa in campo. La cosa bella è che abbiamo creato un bel gruppo e sono felice di condividerlo con loro”.
Ti sei mai visto lontano dalla Juve?
“Non mi sono mai visto lontano dalla Juve, perché nella mia testa dovevo dimostrare il giocatore che ero e che dovevo essere. Leggo questa fiducia della società in me, la sento, ed è una bella responsabilità. Abbiamo parlato tanto ma tutte le scelte le fa la società. Però a me chiedono di dare il cuore e di dare l’esempio per i mie compagni”.