L’inchiesta della Procura di Milano ha svelato un presunto giro di escort di lusso che gravitava attorno al mondo della Serie A e dell’imprenditoria.
Come riportato da Il Corriere della Sera, le indagini sono scattate in seguito alla denuncia di una dipendente di un locale, portando alla luce un sistema organizzato che coinvolgeva persino piloti di Formula 1, come emerso da alcune intercettazioni telefoniche. Al centro dell’indagine figurano quattro persone — una coppia di coniugi e due complici — attualmente agli arresti domiciliari. Il gruppo operava ufficialmente tramite una società di Cinisello Balsamo che, stando alle ricostruzioni, utilizzava i social network per reclutare giovani con il pretesto di “pubbliche relazioni”. In realtà, secondo i magistrati, si trattava di una copertura per gestire serate esclusive e post-partita da migliaia di euro.

Escort e Serie A: i dettagli dell’inchiesta
Il pacchetto offerto ai clienti non includeva solo la compagnia delle donne, ma anche logistica di alto livello e “benefit” particolari: gli incontri avvenivano in noti locali milanesi e pernottamenti in hotel a cinque stelle. Secondo quanto si legge sul Corriere della Sera, veniva anche offerto gas esilarante in palloncini, una sostanza non rilevabile dai test antidoping (protossido d’azoto, ndr.) e come emerso nella giornata di ieri, la Guardia di Finanza ha sequestrato circa 1,2 milioni di euro nel giro d’affari.
«C’è un mio amico pilota di Formula 1 (…) che viene qua a Milano stasera, vuole una tipa» o ancora un passaggio rivelato dal Tg1: «Nel corso di dette serate, le giovani donne che lavoravano per la coppia venivano invitate ad avere rapporti sessuali a pagamento con gli ospiti, selezionati soprattutto fra i calciatori professionisti»
Milano, escort e sballo con il gas esilarante: i dopo partita dei calciatori di Serie A. «Il pilota di F1 vuole una tipa» https://t.co/5SjkHkcUG0
— Corriere della Sera (@Corriere) April 21, 2026
Il “giro d’affari” contava circa cento giovani promoter, incaricate di animare le serate e i tavoli riservati durante eventi promossi online come appuntamenti d’élite. Il peso economico di queste serate ricadeva interamente su atleti e uomini d’affari, chiamati a saldare conti esorbitanti: a questo si affiancava una ristretta cerchia di meno di dieci ragazze, sia italiane che straniere di età compresa tra i 18 e i 30 anni a cui spettava la metà dei guadagni generati dalle prestazioni offerte ai clienti. L’accusa ipotizzata per gli indagati è di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione e, considerando anche il sequestro del profitto ipotesi di autoriciclaggio e traffico di sostanze stupefacenti.