Il sorpasso al vertice della Premier League è servito anche se, dopo il match tra Manchester City e Arsenal di domenica scorsa, era difficile aspettarsi il contrario. Gli uomini di Guardiola vincono, ancora, grazie alla rete del solito Haaland sul campo del Burnley condannando Scott Parker alla retrocessione in Championship.
Solo 5 giornate al termine ma la sensazione è che l’inerzia si sia totalmente spostata dalla parte dei citizens, adesso artefici del proprio destino e che vogliono regalarsi un titolo inseguito e cercato a lungo dopo la delusione della prematura eliminazione in Champions League (seppur per mano del Real Madrid).

A quando risale l’ultimo titolo dell’Arsenal?
L’attuale turno in Premier è iniziato martedì 21 aprile con la cocente sconfitta del Chelsea a Brighton – che ha sancito l’esonero di Rosenior dopo soli 3 mesi – e finirà nel monday night del 27 aprile con il match dell’Old Trafford tra Manchester United e Brentford.
Dopo la citata vittoria del City a Burnley, quindi, l’Arsenal è obbligata a vincere nella sfida casalinga contro il Newcastle (in programma sabato 25 ore 18,30) per non mollare definitivamente il trono ai rivali.
Sarà un vero tour de force da qui a fine stagione tra le due formazioni, che praticamente si sfideranno a distanza ogni due giorni considerando che i ragazzi di Guardiola dovranno recuperare la 31° giornata, in programma il 22 maggio all’Etihad contro il Crystal Palace.
Di sicuro la sanguinosa sconfitta dei Gunners nello scontro diretto può aver lasciato parecchi strascichi al Sobha Realty Training Centre, centro sportivo di Saka e compagni, chiamati a rimettere insieme i pezzi e a centrare subito i 3 punti contro i Magpies.
Il titolo della Premier League, infatti, manca ai Gunners da più di 20 anni: l’ultimo è datato 2003/04 con la squadra degli invincibili capitanata dal mito di Arsene Wenger in panchina e trascinati da un certo Thierry Henry capocannoniere con 30 reti. Per giunta, quell’Arsenal riuscì nell’impresa di non perdere neanche una partita in campionato: 26 vittorie e 12 pareggi.
Lotta Champions League
Se per il trono è lotta a due, non è ancora detta l’ultima sui posti Champions, Europa e Conference League.
Lo United e l’Aston Villa, ad oggi, hanno conquistato 58 punti accumulando un buon margine sul Brighton sesto in classifica, quota 50. Ricordiamo che l’Inghilterra, anche la prossima stagione, qualificherà le prime 5 squadre in Champions. Il Liverpool è, infatti, quinto ma con 5 punti di vantaggio sui Seagulls quindi discorso non del tutto chiuso.
Battaglia serrata, invece, proprio per Europa e Conference League: dal Brighton sesto al Fulham dodicesimo ballano 5 punti. In mezzo troviamo Bournemouth, Chelsea, Brentford, Everton e Sunderland. Ogni giornata, in quest’ottica, può capovolgere la classifica ma d’altronde c’è un motivo preciso se il campionato inglese ha conquistato e mantenuto nel tempo un certo fascino.
Una stagione particolare per…due tifosi
L’edizione 2025/26 della Premier League entrerà negli annali del calcio inglese anche per due soggetti diventati virali sul web.
Parliamo di Frank Ilett, tifoso del Manchester United che dal 5 ottobre 2024 ha lanciato sul web una sfida: non si sarebbe tagliato i capelli finché i Red Devils non avrebbero conquistato 5 vittorie di fila. La storia dice che dopo 85 giornate di campionato, quasi due anni dopo, la folta chioma del buon Ilett reclami un paio di forbici. Qualche mese mancava una sola vittoria per completare il cerchio, ma il Manchester non andò oltre l’1-1 sul campo del West Ham, rimandando l’appuntamento. E, purtroppo per lui, mancano proprio 5 partite alla fine.
Frank non è il solo bizzarro messosi in luce.
Eric Kyama, direttamente dall’Uganda, ha deciso di fare le cose per bene e mettere tutto chiaro per iscritto. Nei giorni precedenti allo scontro diretto tra Guardiola e Arteta, che può aver consegnato il titolo al City e relegato (nuovamente) l’Arsenal come eterna seconda, Kyama ha pubblicamente inviato una lettera di denuncia al club. Proprio così, una lettera redatta con una serie di “reati” commessi da Odegaard e compagni, rei a sua detta di negligenza professionale e di avergli provocato troppo stress e ansia.
Un campionato che sa regalarci mille emozioni e che, tra un taglio di capelli e una lettera intimidatoria, non finirà di stupirci da qui a fine maggio.