Sono giorni delicati per il mondo del calcio italiano. Le notizie dell’inchiesta della Procura di Milano sugli arbitri non possono lasciare indifferenti appassionati e tifosi. Segui su SPORTITALIA gli ultimi aggiornamenti sull’inchiesta con un live testuale che vi spiega approfonditamente ogni passaggio.
Gli aggiornamenti in diretta
19.30 A proposito di Tommasi come nuovo designatore il vicepresidente vicario dell’AIA, Francesco Massini, ha dichiarato: “Si tratta di una scelta orientata alla continuità del lavoro, in vista delle ultime gare di Serie A e B e della finale di Coppa Italia. Nel corso degli anni Dino Tommasi ha acquisito un’esperienza dirigenziale di alto livello che gli permetterà di affrontare al meglio questo incarico. A lui e al suo team rivolgiamo i migliori auguri per il prosieguo della stagione. Allo stesso tempo, desideriamo esprimere la nostra vicinanza e solidarietà a Gianluca Rocchi e Andrea Gervasoni per il momento difficile che stanno attraversando”.
16:00 Cambio al vertice del settore arbitrale: l’AIA ha scelto Dino Tommasi per sostituire Gianluca Rocchi come designatore per i massimi campionati. Tommasi gestirà le designazioni di Serie A e B fino a fine campionato. Il passaggio di consegne si è reso necessario a seguito dell’indagine per frode sportiva che vede indagato Rocchi presso la Procura di Milano, lo rivela ANSA.
15:40 Stando a quanto riferito da fonti della Procura di Milano, l’Inter e i suoi vertici societari risultano estranei all’elenco degli indagati nell’inchiesta sulla frode sportiva. L’indagine coordinata dal pm Maurizio Ascione si concentra esclusivamente su figure appartenenti al settore arbitrale. Al centro degli accertamenti ci sarebbero quattro o cinque incontri relativi a stagioni passate, e non a quella in corso.
15:30 “Ho parlato con Marotta mi è sembrato sereno e convinto, quindi anche io sono sereno e convinto…”, il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ad AdnKronos, dopo l’inchiesta arbitri: “Ma poi di cosa parliamo. Dicono che ci hanno dato un arbitro amico e con quello abbiamo perso 3 a 0… Piuttosto restiamo concentrati sullo scudetto, perché mi pare che quando vinciamo a qualcuno dà fastidio…”.
15:15 Giancarlo Abete, presidente della LND: “Ho vissuto per anni da dirigente questo mondo. Non si può avere la presunzione di risolvere tutti i problemi da soli, io voglio rimboccarmi le maniche, avere la logica del confronto e del rispetto delle diversità. Il Commissariamento per me non è mai una soluzione. Abbiamo avuto tanti commissari e siamo sempre ripartiti, perché è questo il calcio. Ripeto, il commissariamento non è mai una soluzione. Caos arbitri? Massima fiducia nella giustizia sportiva e ordinaria per approfondire quanto emerso. Una nuova Calciopoli? Siamo a una fase iniziale, sarebbe un errore dare giudizi su situazione che non conosciamo. E’ presto”.
14:55 Secondo quanto riferito dall’ANSA, il fascicolo della Procura di Milano sul sistema arbitrale conta attualmente cinque indagati ufficiali, sebbene il numero totale degli iscritti nel registro delle notizie di reato sembri destinato a crescere. Le accuse di frode sportiva, infatti, sono contestate in concorso con diversi altri soggetti ancora da identificare. L’agenzia sottolinea inoltre un clima di forte agitazione all’interno degli uffici giudiziari milanesi, legato a possibili frizioni tra il pubblico ministero titolare dell’inchiesta e i vertici della Procura sulla gestione del caso. Nonostante la gravità della situazione, vige il massimo riserbo: dal 25 aprile, data in cui Gianluca Rocchi e Andrea Gervasoni hanno ricevuto gli inviti a comparire, non è stata diramata alcuna comunicazione ufficiale o nota formale sulla vicenda.
14:00 L’ex arbitro Pasquale De Meo, intervistato dall’AGI, racconta una ricostruzione dettagliata dei presunti interventi di Gianluca Rocchi, ex designatore arbitrale, durante le sessioni in sala VAR. Secondo le indiscrezioni e le analisi dei fatti, Rocchi avrebbe esercitato una pressione diretta o indiretta sulle decisioni degli arbitri al monitor, interferendo con la loro autonomia: “Erano gesti decisi nei raduni riservati degli arbitri che venivano stabiliti ogni settimana. Per esempio, uno era quello del ‘sasso-carta-forbice'”.
Poi aggiunge: “Quella di fare dei gesti dalle vetrate era una consuetudine. Tutti sapevano e vivevano con malumore. I Var e gli Avar sono designati proprio per essere autonomi: nessuno può intervenire dall’esterno. Perché in alcune partite scattava quel segnale e in altre no? In questo modo si finiva per falsare il campionato. Non ho nulla da festeggiare, ma sono contento che sia intervenuta una Procura ordinaria. Ci sarà un giudizio imparziale, da un organo davvero super partes, su quello che accadeva”.
13:20 L’ex arbitro Claudio Gavillucci a La Stampa: “Questo meccanismo, al di là della bontà delle persone coinvolte, disegna un sistema che non risulta essere trasparente e indipendente. Il meccanismo ricorda quello per cui nel 2006 scoppiò Calciopoli. L’autonomia dell’Aia deve essere rispettata”. Poi aggiunge: “Perché non sono stupito dalla vicenda? Perché questo è un sistema che non garantisce piena autonomia tecnica alla classe arbitrale. Ne ho parlato molte volte, l’ho denunciato anche nel mio libro. Basti pensare all’elezione del presidente Figc: è l’intero sistema che dovrebbe essere messo sotto processo. Oltre a questo, anche e soprattutto quello della giustizia sportiva. Al di là dei club coinvolti, se fossero accertate sarebbero queste le cose veramente gravi. Il presidente Figc non dovrebbe mai parlare con il designatore, semmai con il suo omologo presidente dell’Aia. Invece era una situazione diventata prassi. Questo mi preoccupa”.
Comunicato AIA

12:15 Nota ufficiale dell’AIA: “L’Associazione Italiana Arbitri esprime il proprio rammarico per quanto appreso dagli organi di stampa in relazione alla vicenda che coinvolge il designatore arbitrale della CAN A e B, Gianluca Rocchi, e il componente Andrea Gervasoni. Il Comitato Nazionale, nella seduta odierna, provvederà alle determinazioni conseguenti e ad assicurare la continuità della funzione tecnica della citata Commissione. Quanto alla specifica vicenda il Presidente dell’AIA, Antonio Zappi, ricevuto l’esposto presentato dal sig. Domenico Rocca dispose immediatamente l’invio della documentazione pervenuta alla Procura Federale della FIGC. Successivamente, l’Associazione ha preso atto dell’avvenuta archiviazione del procedimento in ambito sportivo”.
11:40 Anche l’ex allenatore Fabio Capello ha espresso le proprie convinzioni sull’indagine sugli arbitri. Di seguito le sue parole al Corriere della Sera: “Vorrei essere prudente perché l’ex designatore è solo indagato. Aspettiamo a trarre conclusioni affrettate, la mia speranza è che dell’accusa di concorso in frode sportiva non ci sia nulla di vero. Pensa- re a un nuovo illecito, dopo Calciopoli nel 2006, sarebbe grave”
11:30 Tra gli interventi che stanno caratterizzando la parte relativa alle opinioni sull’inchiesta degli arbitri, c’è anche quello dell’ex direttore di gara Paolo Casarin: “Troppa politica, troppo arrivismo. E troppi soldi. I soldi generano avidità, distolgono lo sguardo da ciò che dovrebbe essere al centro: l’arbitraggio. Oggi si parla solo di carriere, all’Aia. Per una promozione si arriva a fare di tutto. Ribadisco il mio slogan: cari arbitri, trovatevi un lavoro e sarete liberi”, ha detto al Corriere della Sera, aggiungendo: “Ho enorme rispetto della giustizia e sono certo farà il suo corso. Se qualcuno ha sbagliato, è giusto che paghi. Rocchi ha sempre lavorato bene, per come la vedo io”.
11:00 La Gazzetta dello Sport quest’oggi in edicola: “Gli arbitri fanno muro. Rocchi e Gervasoni giovedì in Procura potrebbero non rispondere al pm. Indagine in chiusura, partita un anno fa”. Nel dettaglio: “Commissario Figc, il Governo preme ma il Coni frena. La Giunta è divisa”.
10:30 L’edizione odierna di Repubblica pone il focus sul sistema di gesti in sala VAR a Lissone: “Si tratterebbe di una collezione di gesti e segnali per segnalare ai varisti come comportarsi nel caso, per esempio, di un rigore sospetto. E quindi, di conseguenza, se avvisare l’arbitro in campo. Messaggi in codice, come nelle partite a briscola“. Sono tutte ipotesi giornalistiche ovviamente da accertare.
10:18 L’ex presidente della FIGC, Franco Carraro, ha parlato ai microfoni de LaPresse: “Calciopoli non ha insegnato niente di specifico. Ma ha ribadito un concetto, che non bisogna mai distrarsi, che è poi una regola della vita. L’esperienza che si trae da quella vicenda è che comunque anche quando una cosa funziona dopo un po’ deve terminare. Penso adesso alla questione dell’arbitraggio. Appena eleggono il nuovo presidente della FIGC devono decidere sulla riforma o meno. Qualsiasi formula si adotti è bene che dopo 4 o 5 anni si cambi”.
10:05 Oggi, nel primo pomeriggio, si riunirà in videocall il Comitato Nazionale dell’AIA presieduto dal vicepresidente vicario Francesco Massini. Gli otto membri dovranno nominare un designatore ad interim della Can A e B dopo l’autosospensione di Gianluca Rocchi.
10:00 Sull’inchiesta della Procura di Milano al momento si fanno tante ipotesi, le suggestioni e le indiscrezioni aumentano ora dopo ora. Ma è fondamentale chiarire un aspetto: occorre capire quali sono gli atti in mano al pm Ascione, che indaga da 13 mesi.
Fino dove arriva l’inchiesta della Procura di Milano? In caso di presenza di intercettazioni ambientali o prove testimonali che coinvolgono club e rappresentanti legali, ecco che si aprirebbe uno scenario davvero sconvolgente che coinciderebbe con un vero e proprio terremoto.
9:45 Nella serata di ieri, l’avvocato Mattia Grassani, esperto di diritto sportivo, ha parlato a DAZN, chiarendo alcuni aspetti tecnici dell’inchiesta: “Da un punto di vista sportivo, il procuratore federale Chiné ha già chiesto sabato gli atti alla procura della Repubblica di Milano e con estrema serenità istruirà questo procedimento che si basa su fatti di una certa gravità, secondo l’ipotesi dell’accusa. La procura sportiva, che ha tempi più celeri di quella ordinaria, valuterà attraverso atti d’indagine autonomi, quindi con audizioni dei diretti interessati. In ambito sportivo, Rocchi e Gervasoni non si possono avvalere della facoltà di non rispondere, ma sono tenuti a rispondere a tutte le domande del procuratore Chiné. Aspettiamoci a breve attività molto incisive per valutare la fondatezza di queste ipotesi. I fatti rappresentano elementi di criticità e di profonda debolezza di un sistema arbitrale, come dimostrano la squalifica a 13 mesi del suo presidente AIA Zappi e altre situazioni di grandi polemiche e incertezze sull’utilizzo del Var e sull’effettiva terzietà, indipendenza e autonomia di tutta la categoria arbitrale”.
9:40 L’avvocato di Gianluca Rocchi, D’Avirro, sta valutando le iniziative da prendere in vista dell’audizione di giovedì 30 aprile. Rendere l’interrogatorio o avvalersi della facoltà di non rispondere? Questo il binomio di scelte.
9:30 “Tornerò più forte di prima”. Sarebbero state queste le parole scritte da Gianluca Rocchi dopo l’autosospensione dal ruolo di designatore AIA. Rocchi ha abbandonato la chat degli arbitri.
9:15 Nella giornata di sabato, Gianluca Rocchi sarebbe dovuto essere presente allo stadio Manuzzi (Cesena-Sampdoria) per osservare l’arbitro Paride Tremolada. Ma in Romagna si è presentato un membro della Commissione Can (Tonolini). Rocchi, contattato telefonicamente dalla Gazzetta dello Sport, avrebbe dichiarato: “Sono sereno, estraneo e mi difenderò”.

I dettagli dell’indagine
9:00 L’indagine della Procura di Milano che ha portato all’iscrizione di Gianluca Rocchi nel registro degli indagati risale a più di un anno fa ed è quindi precedente all’esposto pronunciato da Domenico Rocca. Lo riferisce il Corriere della Sera.
8:55 Secondo La Repubblica, al centro del nuovo filone sull’inchiesta arbitrale ci sarebbe un presunto sistema di gesti e segnali usati in sala VAR per comunicare attraverso i vetri.
8:52 Secondo l’edizione odierna di Repubblica, nella giornata di giovedì i magistrati, presso la Procura di Milano, contesteranno all’ex designatore Gianluca Rocchi un “incontro proibito” avvenuto a San Siro.
8:50 Ricordiamo che l’accusa nei confronti di Gianluca Rocchi è di frode sportiva in concorso. Dal 2023, quindi dall’introduzione della Legge Cartabia, la Procura ha sei mesi di tempo, prorogabili di altri sei mesi, per le indagini preliminari.
8:45 Secondo quanto riporta l’edizione odierna de La Repubblica, ci sarebbero altri profili coinvolti nella vicenda. La Procura starebbe indagando su più fronti per scavare sul sistema e nei prossimi giorni potrebbe essere più chiara la portata dell’inchiesta.
8:30 Ricordiamo le parole dell’avvocato di Gianluca Rocchi, Antonio D’Avirro: “Sono contestazioni che non si riescono a capire perché si segnala un concorso di più persone, ma queste altre persone non vengono indicate. Io non ho mai visto che l’altro soggetto del presunto accordo nella frode sportiva non venga indicato”.

Presenti intercettazioni?
8:15 L’edizione odierna del Corriere della Sera fa il punto sull’inchiesta relativa agli arbitri: “Date, fonti e intercettazioni: l’inchiesta sugli arbitri è partita un anno fa”.
8:00 Beppe Marotta alla Rai, prima di Torino-Inter, ribadisce l’estraneità dell’Inter: “Siamo stupiti dai commenti continui di questi giorni, noi non abbiamo arbitri graditi e non graditi. Sono tranquillo nel dire che abbiamo agito con la massima correttezza: né oggi né in futuro saremo coinvolti in questa storia“.
7:45 Caos arbitri, le parole di Max Allegri in conferenza stampa post-gara contro la Juve: “Io devo pensare solo al calcio: non sta a me dare opinioni e giudizi. Sozza stare è stato molto bravo, con buona personalità; forse parlare meno degli arbitri, aiuterebbe a far sì che facciano meglio”.
7:30 L’edizione odierna del quotidiano Il Mattino non ha dubbi: “I pm non guardano soltanto a quello che succede in campo, ma al meccanismo più grande che ruota intorno agli arbitri”. Si tratta dunque di un’indagine che vuole approfondire le dinamiche del sistema.
7:15 Il direttore di SPORTITALIA, Michele Criscitiello, nel suo editoriale ha tracciato le coordinate dell’inchiesta: “La Procura della Repubblica di Milano sta mettendo il naso. Se la palla passa dalla giustizia sportiva a quella ordinaria allora saranno guai per tanti. Ai giudici consigliamo di andare a controllare come gli arbitri fanno carriera e come vengono manipolati voti e giudizi ad arbitri e assistenti. Qui non c’è di mezzo solo il calcio ma una serie di reati che in tutti questi anni sono passati in cavalleria solo perché per molti “nel calcio è tutto consentito”. Invece è da qui che bisogna iniziare la rivoluzione”. (LEGGI QUI L’EDITORIALE COMPLETO).
7:00 Le parole del legale di Gervasoni: “E’ un invito a comparire al buio e quindi dobbiamo ancora valutare la strategia difensiva. Ad ogni modo, a lui si contesta di essere intervenuto su una partita di Serie B, quando lui era supervisore per la Serie A. E’ molto tranquillo e sereno e non capiamo nemmeno perché gli si contesta una partita di serie B. Quella era una partita di B, lui faceva il supervisore per la A, anche in quel fine settimana”.