Mourinho: “Italia? Ecco a chi affiderei la Nazionale”

José Mourinho ha parlato in esclusiva a SportMediaset, l’allenatore del Benfica tra i tanti argomenti ha trattato anche del futuro della nostra Nazionale. 

Non solo Italia, Mourinho ha parlato anche dell’Inter e di Chivu: “Nel calcio è molto difficile dirlo, ma ha fatto una cosa che è stata intelligente, ovvero non è diventato allenatore per generazione spontanea. Ha fatto anni con i giovani, ha sicuramente studiato, qualcuno una settimana gioca e quella dopo è già tecnico. Ha fatto poca esperienza, ma comunque è passato da una società con meno pressioni e responsabilità come il Parma ed è arrivato all’Inter in un momento di stabilità. Ovviamente vincere lo scudetto al primo tentativo è bello“.

José Mourinho, tecnico del Benfica
José Mourinho, tecnico del Benfica (fonte immagine YouTube)

 

Ancora sull’Inter e su Farioli

Sul campionato attuale: “Tutti sappiamo che lo vincerà, ma lo deve vincere. Non sono superstizioso, però credo molto in queste cose nel calcio. Se la matematica non dice che è fatto, non è fatto… Quando vince io sarò lì“.

Sulla chat del Triplete: “Sono orribile, non sono contenti di questo… Ci perdiamo, ma troviamo sempre il modo di stare insieme, Materazzi è il responsabile di queste riunioni“.

Farioli può essere il nuovo Mourinho: “Non lo voglio dire, ma vincerà il campionato e lo farà con merito. E’ un campione. Ti può piacere più o meno come gioca, come comunica… Ma quando si vince, si vince“.

Sullo scandalo arbitrale in Italia e sul futuro

Sul caos arbitri: “Sì, ma non mi piace il colpevole prima di essere processato. In Portogallo si dice che non c’è il fumo senza il fuoco. Speriamo. Facciamo battaglie contro il sistema più che contro gli arbitri noi“.

Mourinho in una nazionale: “Ci penso, ma penso anche alla mia vita senza calcio di club, senza allenare ogni giorno, stare felice, stare triste, stare frustrato. Non riesco a immaginare la mia vita senza questo, non è ancora il momento“.

Sul Mondiale

Chi vincerà il Mondiale: “Mi piacerebbe fosse il Portogallo, ha il potenziale per farlo. Carletto (Ancelotti, ndr) è Carletto e, anche se la gente dice che il Brasile non lo vincerà, io penso che una cosa è il Brasile senza Carlo e una cosa è con Carlo. L’Argentina è campione del mondo, sento che è una squadra unita, compatta e che ha un piacere tremendo di giocare insieme. Poi la Francia può fare tre squadre e competere con tutte e tre. L’Inghilterra la gente piange che non arriva mai dal ’66, ma un giorno deve arrivare. Io sto pensando di fare vacanze fino ai quarti, ci sono troppe squadre, qualcuno va lì per perdere. Dopo poi inizia la festa. È un fenomeno sociale incredibile, è una festa, ma se parliamo di vero calcio qualcuno va solo a passeggiare“.

Sul futuro dell’Italia e del calcio Italiano

Il commento di Mou: “È triste. Quando l’Italia è stata eliminata ero con Rui Costa e abbiamo pensato, come è possibile, la nostra Italia… Però è reale, è vero. Quando si parla di un tecnico straniero io non sono d’accordo, avete allenatori con carisma, con esperienza. Non puoi avere Carletto, però puoi avere Max (Allegri, ndr), Antonio (Conte, ndr) e ce ne sono sicuramente altri. Ci sono cose che si devono ripensare. Io vedo il Portogallo con 10 milioni di abitanti, le condizioni di lavoro dei giovani c’è una differenza tremenda e poi vedi la qualità dei giocatori che escono. Il ct avrà difficoltà a scegliere chi chiamare.

L’Italia deve pensare molto dalla base, io penso che il nome del signor Malagò è un nome forte e mi piacerebbe tanto. Ha un’esperienza di tanti anni, può cambiare perché sicua scegliere chi chiamare. L’Italia deve pensare molto dalla base, io penso che il nome del signor Malagò è un nome forte e mi piacerebbe tanto. Ha un’esperienza di tanti anni, può cambiare perché sicuramente capisce la necessità della struttura di basi. L’Italia è fortissima in tanti sport olimpici, io andrei con la M&M: Malagò e Max“.

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