Milan, parla Cardinale: “Stiamo rischiando di buttare la stagione”

Gerry Cardinale ha parlato in esclusiva a La Gazzetta dello Sport e al Corriere della Sere, il proprietario del Milan ha analizzato la stagione e tracciato le linee guida per il futuro. 

In esclusiva al Corriere della Sera, Gerry Cardinale, proprietario del Milan ha analizzato la stagione fino ad ora: “Siamo stati nelle prime due posizioni della classifica per gran parte dell’anno, in corsa per lo scudetto. Ma il finale è stato sotto gli standard del #Milan e abbiamo buttato via la stagione. Sono deluso. Succede, nello sport. Ma questo non ti fa sentire meglio. Io voglio vincere. Quest’estate esamineremo l’organizzazione e vedremo cosa possiamo fare per colmare le lacune, perché non siamo stati all’altezza. Certo che in questi 4 anni ho commesso degli errori. Non aver conquistato lo scudetto è una delusione,  rimanere fuori dalla Champions sarebbe un fallimento. I soldi sul mercato vanno spesi meglio“.

Gerry Cardinale, proprietario Milan
Gerry Cardinale, proprietario Milan (Ansa Foto) sportitalia.it

 

Le parole a La Gazzetta dello Sport

Così su Allegri e la squadra a La Gazzetta dello Sport: “Max e la squadra hanno fatto un ottimo lavoro per quasi tutto il campionato. Siamo stati in testa alla classifica, in corsa per lo scudetto fino alla partita contro la Lazio. E poi nelle ultime cinque partite, stiamo rischiando di gettare al vento la stagione. Sono nel mondo dello sport da tre decenni, so che queste cose succedono, ma questo non ti fa sentire meglio. Ora siamo concentrati nel vincere le ultime due partite. Ma, devo dire, agiamo dentro un contesto non facile: tante polemiche e tante falsità. Francamente sono un po’ deluso”.

Così sui tifosi: “Non biasimo i tifosi per essere arrabbiati, sono arrabbiato anch’io. Sono appassionati quanto me. Ma proviamo a sostenere i nostri ragazzi, invece di buttarli giù. Io provo un senso di responsabilità enorme, quando non siamo all’altezza e vedo la reazione dei tifosi la prendo molto sul personale, sono sconvolto. Mi entra sottopelle e sento un enorme obbligo di sistemare le cose con un’urgenza che nessuno dovrebbe mettere in discussione. Mi sveglio ogni mattina con il desiderio di vincere e con un profondo senso di delusione e frustrazione quando non ci riusciamo”.

Così sulla gestione del Milan

Così a La Gazzetta sulla gestione societaria: “Mi sorprende che questo debba essere spiegato. Da quando possiedo il Milan abbiamo ottenuto risultati finanziari superiori alle aspettative, abbiamo registrato un flusso di cassa positivo per la prima volta nella storia. Perché è importante? Perché non sto prendendo quei soldi per metterli in tasca, li reinvesto. Ma la narrazione per cui disciplina finanziaria significhi non voler vincere non ha alcun senso. Nelle ultime tre stagioni, abbiamo speso più di qualsiasi altra squadra della Serie A sul mercato. Ora, magari non abbiamo speso al meglio. Mi do un voto più alto per i soldi che ho messo che per come li abbiamo spesi. Dobbiamo fare un lavoro migliore in modo che ci sia una correlazione diretta tra la spesa e le vittorie. Non ci siamo ancora riusciti. Non abbiamo fatto un buon lavoro e lo sistemeremo. Dobbiamo esaminare la struttura e la parte calcistica e collaborare con lo staff tecnico e il direttore sportivo per capire come possiamo lavorare meglio insieme”.

Futuro e obiettivo

Sul futuro: “Cerchiamo sempre di far evolvere la nostra organizzazione. Quindi sì, tutti dovrebbero aspettarsi che ogni stagione, ma in particolare in quelle in cui le prestazioni sono inferiori alle aspettative, tutto venga rivalutato e io rivaluterò tutti e tutto quest’estate. Dedicherò tutta la mia estate a questo, dovreste dare per scontato che ci sto già riflettendo, sennò non farei il mio lavoro. Vediamo come finiremo, poi mi siederò… Mi sono già seduto con Max, abbiamo parlato di molte cose. Ci metteremo al lavoro una volta che la stagione sarà finita; ora non è il momento di parlarne”.

Sull’obiettivo: “L’obiettivo è migliorare l’organizzazione e portarla a un livello di eccellenza mondiale. L’obiettivo qui è vincere il più possibile ogni anno, ma anche assicurarci che, mentre lo facciamo, stiamo gettando le basi per vincere costantemente. Potremmo spendere una fortuna, ingaggiando giocatori affermati e puntando a vincere nell’immediato. Ma poi? Bisogna fare entrambe le cose. Quest’estate esamineremo l’organizzazione e vedremo cosa possiamo fare per colmare le lacune, perché non siamo stati all’altezza. Non si tratta solo di sostituire le persone, ma di esaminare la struttura organizzativa e assicurarci di avere tutto, dallo staff tecnico alla selezione dei giocatori al direttore sportivo alle academy: si tratta di un ecosistema olistico che deve essere migliorato. Quando ho preso in mano la squadra, non c’era. Lo sport, come molti settori, riguarda le persone. Bisogna avere le persone migliori, bisogna attrarre le persone migliori in tutte le aree. Non ci siamo ancora”.

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