Il giorno di Malagò ma le prime due mosse sono da anti calcio

Vi scrivo da Roma dove tra poche ore entro in cabina, con una giacca diversa da quella con cui scrivo, e voterò per Giovanni Malagò.

La scelta è tra lui e Giancarlo Abete. Scheda bianca mai. Il voto a Malagò è alla persona, sulla fiducia e sulla speranza. Uomo di valore, bravo a fare politica e che nello sport ha lasciato il segno. Per questo merita fiducia.

Una fiducia personale ma non incondizionata

Dovrà risolvere i problemi con il Governo che non lo vede di buon occhio, dovrà difendersi dagli attacchi romani di Lotito che però in questi anni ha perso potere nella politica del calcio. Malagò dovrà cambiare tutto ma siamo consapevoli che senza cambiamento dello statuto anche Malagò potrà fare ben poco per risollevare il calcio italiano. Cambiare solo Presidente non ha senso. In Federazione bisogna cambiare i dirigenti e la mentalità. Bisogna pensare al bene del sistema e non al proprio orticello. Abbiamo ammazzato e distrutto tutto e facciamo finta che godiamo di ottima salute.

Un sistema da rifondare completamente

In Italia pensiamo a votare il Presidente Federale quando tutte le Nazioni si stanno giocando un Mondiale. Infantino avrà sbagliato anche a parlare ma ha detto la verità. Siamo un Paese morto ma la cosa più grave è che fingiamo di stare benissimo. Solo per interessi economici e politici. Le prime due mosse di Malagò, se confermate, saranno due autogol clamorosi. Roberto Mancini sulla panchina della Nazionale e Sara Gama come Vice Presidente Federale.

Mancini possiamo considerarlo un bravo allenatore o meno ma uno che è fuggito a ferragosto tradendo il tricolore non può essere la prima mossa del futuro. Non puoi. Anche se frequenti lo stesso circolo a Roma e si hanno mille amici in comune. Malagò ci deve portare via proprio da questo. Da amici e intrallazzi. Invece ci fa ripartire da Mancini. Mossa peggiore non poteva farla.

Le scelte contestate tra Nazionale e Federazione

Stesso discorso per Sara Gama. Vogliamo dare un segnale politico, di fratellanza ed eguaglianza? No, non ce ne frega nulla. Non possiamo mettere un vice presidente donna solo per dare un segnale e per farsi belli in pubblico. Non è questo il tempo. Abbiamo bisogno di competenza e non slogan. Abbiamo bisogno di gente capace e non messa in ruoli sbagliati solo per dare segnali di ideologia. Sara Gama non conosce la A, la B, la C, la D e neanche il calcio giovanile. Malagò deve portarci gente seria e competente in questo settore.

In bocca al lupo al nuovo Presidente. Oggi, a Roma, applausi e abbracci ma ricordiamoci che siamo morti. C’è poco da festeggiare ai funerali. E se queste sono le premesse, il futuro è peggiore del passato.

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