Il nuovo presidente federale traccia le priorità del suo mandato tra scelta del commissario tecnico, nomina del direttore tecnico e riforme attese da anni. Intanto il ministro Abodi chiede risultati concreti e invita il sistema calcio a passare dalle dichiarazioni ai fatti.
Il giorno dopo l’elezione alla presidenza della FIGC, Giovanni Malagò ha tracciato le prime linee guida del suo mandato, indicando come priorità la necessità di trasformare le intenzioni in azioni concrete. Nelle dichiarazioni rilasciate a La Repubblica e all’ANSA, il nuovo numero uno del calcio italiano ha sottolineato che il vero banco di prova non sarà rappresentato dai nomi o dagli equilibri interni, ma dalla capacità del sistema di compiere scelte decisive nei prossimi mesi.

Le prime dichiarazioni di Malagò
“Ogni scelta lo è, la differenza non la fanno solo le persone ma le cose che fanno”, ha affermato Malagò, evidenziando come le riforme necessarie siano ormai note da tempo. Secondo il neo presidente federale, il punto centrale sarà verificare se il movimento calcistico riuscirà finalmente a mettere in pratica gli interventi attesi da anni. “Le cose da fare si sanno quali sono, la differenza sarà tra farle e non farle”, ha aggiunto, lanciando un messaggio chiaro a tutto il sistema.
Le scelte del CT e del DT della Nazionale
Uno dei temi più attesi riguarda naturalmente la Nazionale e la scelta del nuovo commissario tecnico. Malagò ha spiegato di non aver ancora avuto contatti con Roberto Mancini, precisando che nessuna società avrebbe posto ostacoli a un eventuale coinvolgimento dell’ex CT azzurro.
Tuttavia, il presidente non si è sbilanciato sui nomi, preferendo delineare il profilo ideale del futuro allenatore: entusiasmo, disponibilità immediata e piena adesione al progetto tecnico. L’aspetto economico avrà il suo peso, ma non sarà l’unico criterio di valutazione. Inoltre, la ricerca non sarà limitata esclusivamente a candidati italiani: “Il CT potrebbe anche essere uno straniero”.
Parallelamente, Malagò sta lavorando alla definizione della nuova struttura tecnica federale. Per il ruolo di direttore tecnico, l’intenzione è quella di affidarsi a una figura proveniente dal campo. Tra i nomi citati figurano Paolo Maldini, Gianluigi Buffon, Alessandro Del Piero e Roberto Baggio, tutte personalità di grande prestigio e con un forte legame con la storia della Nazionale. Il presidente ha però ribadito che nessuna decisione è stata ancora presa.
La collaborazione con il Ministro dello Sport
Sulla nuova fase del calcio italiano è intervenuto anche il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi. In vista dell’incontro previsto con Malagò, il ministro ha ribadito che è arrivato il momento di passare “dalle parole ai fatti”, sottolineando come le condizioni per avviare le riforme siano già presenti. Abodi ha inoltre osservato che sarà fondamentale valutare i risultati concreti del consiglio federale confermato, auspicando che possa produrre cambiamenti significativi rispetto al passato. Una sfida che, da oggi, rappresenta il vero test della nuova presidenza federale.