Se al Milan avessero portato via uno dei suoi migliori giocatori per soli 20 milioni, sarebbe successo l’inferno: titoli sui giornali, social inferociti, scritte sui guardrail dalle parti della sede.

Il doppio standard che condiziona il giudizio
Immaginate poi se il sostituto desiderato, che sarebbe pure costato più del doppio ma senza valere in campo la metà di chi è andato via, poi se lo facessero soffiare in mezza giornata, rimanendo con un palmo di naso: giù un altro massacro sull’incompetenza di Cardinale, su Ibra al Mondiale, l’assenza di un dirigente italiano, la vergogna di RedBird. Bene: non faticate a capire ovviamente di chi si sta parlando in realtà. Ma questo esempio non è un affatto uno sfottò all’Inter: ce ne guardiamo bene, peraltro considerando con coerenza che Palestra sarebbe stato strapagato e che quindi a Marotta é andata anche decisamente di lusso.
I messaggi da ricavare da questo esempio sono due: il primo, é che il calcio italiano è – persino nella squadra più potente e meglio organizzata – una realtà di Serie B, che deve solo accontentarsi di aspettare gli “scarti” di chi comanda.
Il Milan e la ricerca continua del dramma
Il secondo è che spesso, più che il fatto in sé, ormai si fa vincere il pregiudizio: se lo fa il Milan è per forza la fine del mondo, anche perché purtroppo i Milanisti stessi cercano il dramma, compiacendosi di chi vaticina sciagure e innervosendosi con chi prova quantomeno a chiedere non fiducia né ottimismo, ma pazienza.
Un altro esempio? A Napoli stanno ancora aspettando l’allenatore: cosa si direbbe se fosse successo a Casa Milan? E cosa si scriverebbe se l’oggetto dell’attesa fosse peraltro un mister tutt’altro che moderno, che fa giocare malissimo le sue squadre, che ogni girone di ritorno si scioglie come neve al sole e che è reduce da un incredibile fallimento?
Il caso Allegri e le responsabilità dimenticate
A proposito: se Filippi è andato alla Fiorentina e Corradi alla Sampdoria, significa che il contratto con il Milan si può serenamente risolvere, senza polpette avvelenate sul “non sapere con chi parlare”. Basta dare priorità alla nuova avventura (fossi in ADL mi farei delle domande) e non pretendere cose a cui non si ha diritto, specie dopo l’ultima stagione.
Se poi per Allegri è una questione di principio… Beh, immaginatevi se diventasse tale anche per il Milan: non sarebbe molto simpatico per il Napoli ritrovarsi senza allenatore a luglio, dopo averlo incontrato, scelto e bloccato a marzo/aprile. Già, mentre il Milan si stava giocando la Champions e in conferenza si predicava sul “bene del Milan” da dover fare solo in dirigenza: ma almeno questo i Milanisti, a distanza di mesi, l’hanno capito o vogliono ancora girarsi dall’altra parte?