Turchia, Calhanoglu si sfoga dopo l’eliminazione dal Mondiale

Con una lunga lettera sul proprio profilo Instagram, Hakan Calhanoglu ha voluto esprimere tutta la propria delusione ed amarezza per l’eliminazione dal Mondiale della sua Turchia. 

La Turchia era vista da molti come una delle possibili outsider del Mondiale. Il girone con Usa, Paraguay e Australia non sembrava un ostacolo così insormontabile da superare per Montella e i suoi. Dopo 2 giornate, Calhanoglu e compagni erano già però a casa. I ko a sorpresa contro Australia e Paraguay hanno infatti chiuso anzitempo il torneo della Turchia. 0 gol e oltre 60 tiri nelle prime 2 giornate. Gol, anche se inutili, arrivati poi alla terza quando la Turchia ha battuto 3-2 gli Stati Uniti già primi e pieni di riserve. Calhanoglu si è voluto sfogare via Instagram per l’eliminazione cocente subita.

turchia calhanoglu
Turchia, delusione per Calhanoglu (Screen X)

 

Turchia, la lettera di Hakan Calhanoglu

C’è così tanto da dire oggi, ma nessuna parola può esprimere la delusione e la tristezza che provo. Da tempo desideravamo queste giornate. Volevamo rappresentare il nostro paese nella Coppa del Mondo nel modo migliore possibile, per dare alla nostra nazione un orgoglio indimenticabile. Purtroppo, non abbiamo raggiunto questo obiettivo. Ho sentito ogni giorno quanto è grande la responsabilità di indossare questa maglia. E oggi, come capitano di questa squadra mi assumo la responsabilità di questo risultato prima di tutti gli altri.

Lo so.. Siete tristi. Siete arrabbiati. Siete turbati. Alcune delle critiche che abbiamo ricevuto sono state pesanti, e alcune erano completamente giustificate. Perché tutti coloro che indossano questa maglia portano sulle spalle le speranze di questo paese.

 

 

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Calhangolu conclude così

Il viaggio alla Coppa del Mondo, che abbiamo desiderato da tempo, è finito qui. Sappiamo che abbiamo spezzato i cuori di milioni di persone che credevano in questo sogno e hanno vissuto la loro gioia e la loro tristezza con noi. Per questo, siamo sinceramente riconoscenti nei confronti del nostro popolo. Ma il calcio non è solo una questione di vittorie. A volte la più grande prova è quella di rialzarsi da dove si è caduti. Proprio come mi sentivo orgoglioso di essere il vostro figlio ieri quando abbiamo vinto, oggi inchino la testa con lo stesso senso di appartenenza mentre perdiamo, e di nuovo con lo stesso orgoglio, dicendo “Sono il figlio di questa nazione“.

Questa sacra bandiera non ha mai insegnato a rinunciare. Lavoreremo di più. Diventeremo più forti. Oggi continueremo a lottare per completare la nostra storia incompleta, per dare a questa partita il suo merito, per dare speranza a tutti coloro che credono in noi, e per dare il nostro orgoglio a coloro che meritano. Grazie a tutti coloro che non ci hanno lasciato da soli oggi. Perdonateci.

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