FIGC, Malagò: “CT? Entro una settimana”. Tutte le dichiarazioni

Giovanni Malagò ha parlato in conferenza stampa per la prima volta da nuovo presidente FIGC. Ecco tutte le sue prime dichiarazioni. 

Queste le prime parole di Malagò: “Sono scaramantico come sapete bene. Mi considero fortunato. La tradizione della Federcalcio di questo consiglio federale del 1º luglio – spartiacque stagioni – per la prima volta dopo diversi anni non ha avuto discussioni in merito a società che non avevano ottenuto o rispetttsto i criteri e parametri più stringenti. Lo dico in modo ironico, ma è un aspetto di grande fortuna. Ho ricevuto una telefonata dal presidente Atelli, mi ha comunicato alle 11 ‘la commissione ha dato il nulla osta a tutte le squadre delle iscrizioni di A , B e Lega Pro

Giovanni Malagò in conferenza stampa
Giovanni Malagò in conferenza stampa

 

Malagò sulla Lega Pro

Perché quelli di Lega pro sono i più a rischio?: “Non perché sono di più, non per i finanziamenti, non per i meno incassi. Perchè 9 delle 57 società arrivano dal mondo dei dilettanti con regole più rigide, con oneri e incarichi superiori, enormemente superiori. Rimane una sola casella da riempire, riguarda la Ternana. Ma non c’entra, la commissione dovrà valutare chi ha i requisiti migliori per prendere il posto della Ternana. Abbiamo avuto una buona notizia sulle 3 società sub iudice della serie a femminile. C’era all’ordine del giorno la nomina dei due vicepresidenti. Mi sono permesso di fare una proposta ed è stata accettata all’unanimità. Abbiamo parlato dell’incontro con il ministro Abodi. Venerdì ci sarà un altro incontro con lui. Le tempistiche sono strette per entrambi, sia per le politiche sia per il livello sportivo“.

Malagò sul CT

Sul CT: “Ribadisco quanto ho detto. Non ho parlato al telefono né ho visto o contattato nessuna persona fino ad adesso. Questo deve avvenire solo ed esclusivamente dopo il direttore tecnico che potrebbe essere congiunta / abbinata con quella del presidente del club Italia per via di dinamiche e competenze similari. Perché questo discorso? Spero e penso, conoscendo l’opinione pubblica, che abbiamo una grande responsabilità anche politica. C’è voglia che ci sia qualcuno che ha avuto storia, esperienza, conoscenza della materia. Che condivida con il presidente della federazione la scelta del ct.

Non vi so dire se ci sono vicinissimo o lontano, ma ci sto lavorando molto. Ho letto diversi nomi, uno più degli altri. Non mi sento né di smentirli, né di confermarli. Perché potrebbero partire confetture che potrebbero complicare eventuali piani B. La situazione del budget non permette troppi sogni pindarici. L’ho apprezzato a livello politico e sportivo. Sono tutti molto compartecipati. È arrivata una nota sul riassunto dei dati degli spettacoli sportivi e dell’entertainment generale che segnano un argomento chiarissimo, impressionante malgrado i risultati della nazionale italiana. Vedo una voglia di riemergere, di tornare ad essere orgogliosi e protagonisti“.

Possibili nomi, Mancini e Conte e Maldini Dt. Soprattutto Maldini conte, quanto la sostenibilità inciderà: “Non mi sono posto il problema. Devo chiudere un percorso con il dt. Non è detto ci sia questa direzione. Poi mi fascio la testa con lui. Altrimenti ritorniamo a chi fa di testa propria. Ma gli italiani potrebbero essere contenti di figure autorevoli e importanti. Può essere però che si risolva tutto nel giro di poche ore. Ci sono molte variabili che incidono. Non battete solo una pista. Deadline? Tutto a cascata. È tutto urgentissimo. Ma non abbiamo una data fissa. Nell’arco di una settimana è tutto chiuso. Poi ci sono i ruoli del team manager, altri ruoli…

Sempre sulla Nazionale

Così Malagò: “Ci sono due aspetti critici che hanno sempre impattato sulla nazionale. Spesso a Coverciano, abbiamo visto giocatori che saltavano il raduno ma presenti al rientro in campionato disponibili. L’altro aspetto, il rapporto degli atleti con la nazionale (es. positivo Donnarumma, poi rifiuti di convocazioni e fughe da Coverciano). Qual è la nazionale che vorrebbe vedere in campo? C’è consapevolezza delle cose che dici. Ho uno storytelling personale.

Dobbiamo far sentire tutti felici e far innamorare le persone da fuori e loro stessi in primis. Così che creino un effetto di trascinamento, a costo di chiamarli io personalmente. Deve essere un obiettivo questo. Lo dico con franchezza, in un certo momento è uscito fuori un argomento che 8/9 squadre del nord nell’arco di 160 km (da Torino a Milano) si è parlato di fare incontri con cadenza dei migliori u16. E che i facciamo mi dirai? Ci facciamo, evitiamo partite di qualificazioni europee. Oggi c’è la totale disponibilità. A parole poi tutti parlano, ma credo abbiano capito la gravità del momento

Sulla Serie A

Forma di supporto della Serie A, é delibera: “Non era una delibera da ordine del giorno. La serie A vuole portarla. Il 23 di luglio avremo assemblea. In supporto al ct? Con finalità di quel livello, ma ne hanno parlato loro, bisogna chiedere a loro. Da qui al 23 luglio se non chiudiamo la cosa è preoccupante

Sul Mondiale

Così sul Mondiale: “Si è molto dibattuto sul Mondiale a 48 squadre. Molti hanno storto la bocca. Non mi sembra aver visto tante squadre cuscinetto. Sì è dibattuto molto sul fatto che le europee abbiano perso dei posti. Sono 16. Ricordo che decenni fa i mondiali erano a 16 squadre, poi 24…32 e ora 48. In questo proliferare, i continenti hanno avuto allargamenti di più posti. Domanda, quante squadre del continente africano? 10. Quante ne hanno passato il turno? 9. Dobbiamo continuare a parlare? Qualificarsi e poi passare il turno, il Congo ora è in vantaggio con l’Inghilterra. Il Marocco ha mandato a casa l’Olanda. Questi sono dati di fatto. Questo va rivisitato nella realtà. Quanti giocatori del Marocco sono nati in Marocco? Sono tutti formati in Europa. È una situazione che va oltre il discorso di quel 98% della Francia”.

Sponsor per il CT

Sponsor che pagano stipendio di CT: “C’è molto da lavorare sotto il profilo di partner e di sponsor. Penso di essere capace. Non penso che uno sponsor indirizzi un sostegno per prendere uno anziche l’altro. Uno sponsor ti dice che eventualmente può dirti dove mandare quell’investimento. Ma è un fair. Ci sono le asd che sono in mezzo a tanti problemi dopo le vicende della legge 36. Guardate quante persone del mondo dello sport sono state invitate alla 7ª Commissione per parlare del DL… nessuno poteva immaginare che per fare questo levavi al sistema dei vivai e del settore giovanile per supportare le società professionistiche di Serie A femminile.

Pesa più fare qualcosa che alcuni ritengono prioritario o dare un cachet ad un allenatore che sulla carta è bravissimo ma poi deve dimostrare? Pensate alle nazionali che sono uscite dal mondiale e che hanno puntato su CT con curriculum blasonati. Nel giro di 2/4 anni andrebbe fatto un allenatore di filiera. Formato culturalmente che sappia tutto. L’allenatore di club è una cosa, il ct è un’altra. Va fatta una riflessione“.

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