Correre sulla fascia è sempre un piacere, soprattutto se aumenta la qualità. Su Marco Palestra è inutile tornare: ha fatto una scelta logica, normale, quella di andare in Premier League, che è il campionato più affascinante del mondo, con uno scatto sull’ingaggio da non credere. La domanda è: per quale motivo avrebbe dovuto rinunciarvi? Non ne esiste uno, e probabilmente neanche mezzo.
Ausilio ha parlato di un due di picche per l’Inter che non si vedeva neanche ai tempi della scuola. Nella vita del calcio bisogna accettare le cose belle e anche quelle meno belle. In ogni caso, Ausilio ci ha messo la faccia e non si è arrampicato sugli specchi, soprattutto rispondendo a chi lo aveva messo sulle tracce di Nico Paz nella notte tra giovedì e venerdì, poche ore prima che il Como decidesse di affondare per il gioiellone argentino.

Il caso Palestra e la realtà del mercato
Tornando a Palestra, probabilmente l’Inter pensava di poter avere la sponda di Alessandro Lucci, l’agente che in nerazzurro aveva portato prima Correa e poi Cuadrado. Ma se qualcuno, ancora oggi, pensa che nel calcio possano esistere riconoscenza o amenità del genere, probabilmente è troppo ingenuo e non si rende conto di quale mondo frequenti.
Soprattutto nel calcio contano solo i soldi: non ci sono amici che tengano davanti a un privilegio del genere. E lo stesso Ausilio ha riconosciuto, con la medesima onestà, che non si può competere con club capaci di ribaltare il tavolo con mostruose e improvvise offerte. Punto.
Il rapporto oggi è questo: in Premier League fanno rilanci da dieci milioni quando noi ci aggrappiamo ai bonus o a 500 mila euro in più o in meno. È una differenza talmente evidente che sarebbe il caso di non perderci troppo tempo. Nel senso che, quando su un tuo obiettivo c’è il collega inglese, è meglio salutare e prendere un’altra direzione.
I signori della fascia e gli incroci di mercato
I signori della fascia. Ce n’è uno, si chiama Nuno Tavares, che ritiene completata la sua esperienza alla Lazio e, per la verità, sarebbe andato via già lo scorso gennaio se il Besiktas avesse presentato una proposta ritenuta congrua dal club biancoceleste.
Adesso che in Turchia è sbarcato Italiano, il gradimento per Nuno non è scemato, anzi. Ma a Italiano si aggiunge Farioli, che lo vorrebbe al Porto, e magari il ritorno a casa sarebbe una spinta per accettare con entusiasmo.
In Italia ha sondato il terreno la Fiorentina, che ha memorizzato la valutazione della Lazio: si parte da 25 milioni, ma si può scendere fino a 20.
L’importanza degli esterni per costruire una squadra vincente
In casa viola c’è la necessità di collezionare specialisti di fascia, visto che Parisi è reduce da un grave infortunio, Fortini e Dodò possono partire e non si può certo dire che Gosens sia un intoccabile.
Da qui l’interesse, che parte da lontano, per João Mário, il Genoa che offre ogni tre giorni Norton-Cuffy e le idee all’estero che possono emergere.
Dodò spera di andare all’Inter o al Napoli, i due club che hanno cercato Khalaili, anche se gli azzurri si sono mossi per primi. Savona, da tempo, ha strizzato l’occhio all’Atalanta, che può salutare Bellanova.
Morale: i pendolini di fascia sono essenziali. Sono passaggi decisivi per fare in modo che il treno abbia vagoni di qualità e non finisca su un binario morto.