Ci sono dei progetti particolarmente intriganti che a giudicare dalle prime operazioni di mercato, alcune già concluse e altre in procinto di essere rifinite, stanno prendendo una piega interessante.
Fra questi c’è sicuramente quello della nuova Fiorentina, finalmente con un responsabile dell’area tecnica di alto livello come Fabio Paratici in grado di fare la differenza e idee chiare, chiarissime.

La nuova Fiorentina riparte da Paratici e da un progetto chiaro
In pratica tutto ciò che era mancato negli ultimi anni segnati da manager non all’altezza del compito, milioni letteralmente buttati dalla finestra per giocatori di medio (a volte anche basso) livello e rapporti troppo stretti con un paio di procuratori che si sono sostituiti ai dirigenti stessi.
Un disastro ma per fortuna la Fiorentina ha rimediato andando a prendere un top player fra i manager come Paratici. Sta cambiando tutto, in tutti gli ambiti. E fa bene. La Fiorentina non poteva più essere gestita come una famiglia allargata. La Fiorentina dev’essere amministrata come un’azienda in cui tutti hanno dei compiti chiari e precisi.
Quello di Paratici è di costruire una squadra forte, giovane, bella e di prospettiva. Scelto Fabio Grosso come allenatore (bella chiamata) adesso iniziano ad arrivare i nuovi. Viery dal Gremio potrebbe essere un bel colpo, Kolehosho dal Burnley una piacevolissima sorpresa anche in A e Kristian Thorstvedt una garanzia.
Finalmente la Fiorentina è tornata ad aggredire il mercato dopo averlo subito per troppo tempo. Non è finita qui, perché saranno ingaggiati altri giovani e giovanissimi di qualità e prospettiva. Da inserire in un 4-3-3 moderno, offensivo, verticale. Per la Fiorentina questo può davvero essere l’anno della svolta. Con un top player in un ruolo fondamentale come Paratici.
Como e Inter, strategie diverse ma con una direzione precisa
Non tutti i direttori però fanno la differenza in positivo. Alcuni infatti navigano a vista cambiando obiettivi e caratteristiche dei calciatori in base ai momenti. Diego Lopez a Genoa, per esempio, non si capisce bene dove voglia arrivare. Nomi a raffica, giocatori diversi l’uno dall’altro, acquisti che rappresentano scommesse e non certezze.
Magari il campo più avanti gli darà ragione ma era lecito aspettarsi qualcosa in più per alzare il livello e consegnare a De Rossi una squadra un po’ più solida. L’operazione Ekhator chiusa con la Juventus appare come un gesto d’amicizia, mettiamola così, piuttosto che un operazione pensata e ragionata. Comunque c’è tempo e spazio per fare qualcosa di diverso e meglio di così.
Sta facendo tanto, tantissimo il Como. Che non spende ma investe, e c’è una grande differenza. Quattro colpi già messi a segno: il miglior terzino del campionato brasiliano (Kaiki), Nico Paz riportato a casa, Liberali preso in 3 minuti e Milla per aggiungere esperienza.
Niente tarantelle, niente cinema, solo sostanza. E soprattutto la certezza che il club è in grado di attirare qualsiasi tipo di calciatore, a ogni età. È un allenatore che sposta gli equilibri, termine sempre in hype anche in periodo di mercato. Eccome se li sposta. Nico Paz è tornato a Como per lui, Liberali idem. E aspettiamoci anche altro. Bella storia, non c’è che dire.
L’Inter deve puntare tutto sul tempismo
L’Inter è ripartita dopo un attimo di sbandamento. Anan Khalaili a destra è un rinforzo importante. Gran calciatore, gli appassionati di calcio estero possono confermare. L’importante a questo giro sarà il tempismo. Altrimenti il rischio è sempre il solito: perdersi sul più bello. Una volta va bene, due diventa un problema.