La Fulgor Chiavazzese Ronco Valdengo sceglie una strada diversa dal passato e lo fa con una decisione destinata a lasciare il segno. Il club rossoblù ha infatti affidato il ruolo di direttore generale a Gloria Carbone, una nomina che rappresenta non soltanto un cambio ai vertici societari, ma anche un chiaro messaggio di rinnovamento, inclusione e valorizzazione delle competenze.
L’ingresso di Carbone nell’organigramma dirigenziale si inserisce all’interno di un più ampio progetto di rebranding che punta a trasformare la Fulgor in una realtà sempre più moderna e punto di riferimento nel panorama calcistico piemontese.

Una scelta coraggiosa che rompe gli schemi
La nomina di Gloria Carbone rappresenta una scelta ancora poco frequente nel calcio italiano, soprattutto quando si parla di ruoli apicali nella gestione di un club. Il nuovo consiglio di amministrazione ha deciso di affidare a una figura femminile la responsabilità della gestione operativa della società, abbattendo simbolicamente quel “soffitto di cristallo” che ancora oggi limita la presenza delle donne nei ruoli dirigenziali del mondo del calcio.
«Ottenere l’incarico di direttore generale mi rende estremamente fiera. In un settore storicamente dominato da leadership prevalentemente maschili, avere nominato una donna in questo ruolo è un merito che la società deve prendersi», ha dichiarato Gloria Carbone.
Avanguardia, inclusione e innovazione come punti di partenza
Il nuovo direttore generale ha già tracciato la linea guida del progetto rossoblù, che avrà una visione pluriennale e coinvolgerà non solo la prima squadra, ma anche il settore giovanile e il tessuto imprenditoriale del territorio.
«Avanguardia, inclusione e innovazione sono i tre pilastri da cui riparte la Fulgor», ha spiegato Carbone, sottolineando la volontà di costruire un progetto capace di coinvolgere le attività commerciali locali e delle regioni limitrofe per dare nuova forza e identità al club.
Un segnale importante per tutto il calcio italiano
La nuova direttrice generale ha poi evidenziato come il calcio continui a essere un ambiente in cui la presenza femminile nei ruoli decisionali sia ancora limitata.
«Non manca la competenza femminile, manca ancora la fiducia nel darle spazio ai vertici. Spesso una donna deve dimostrare il doppio per guadagnarsi la stessa credibilità di un collega uomo. Più donne nei ruoli chiave aiuterebbero anche a normalizzare la presenza femminile agli occhi di chi la considera ancora una novità».
Con questa scelta la Fulgor Chiavazzese Ronco Valdengo non cambia soltanto un nome nell’organigramma, ma prova a dare un segnale culturale importante, puntando sulle competenze e aprendo una nuova fase della propria storia attraverso una leadership innovativa e inclusiva.