Giuntoli, urge riscatto: Bergamo non è Ibiza. Napoli, assurda zavorra

Cristiano Giuntoli ha trovato una grande società, l’Atalanta. E ha un’opportunità importante per cancellare le delusioni (e i grandi errori) del passato. Alla Juve non ha fatto bene: se qualcuno glielo dicesse tanto per accarezzarlo con un atteggiamento da ruffiano, non gli vorrebbe bene. Certo, ha tagliato il monte ingaggi con una bella sforbiciata, ha ottenuto un piazzamento Champions, ma il resto va cancellato.

Alcune situazioni sono incomprensibili anche oggi: non si può prendere Di Gregorio a 18 milioni per scaricare Szczesny. Meglio ancora: se scarichi Szczesny per motivi tuoi (e di Thiago Motta, che spingeva per Di Gregorio), devi andare da Carnesecchi.

Soprattutto se, in quell’estate del 2024, hai speso quasi 60 milioni per Koopmeiners, una tombola per Douglas Luiz. E ci fermiamo qui, per carità di patria, perché la lista è infinita.

Giuntoli ha la memoria corta, pensa di essere il dirigente migliore al mondo e che la colpa sia sempre di un altro. Ogni tanto bisognerebbe ammettere certe responsabilità, soprattutto quando hai avuto il talento (e le qualità) di andare alla Juve senza riuscire a restare in sella per più di un anno.

Il discorso vale per il suo gruppo di lavoro, a partire da Giuseppe Pompilio, che ha dovuto aspettare un bel pezzo prima di tornare in pista. Evidentemente non aveva mercato.

Bergamo non è Ibiza: all’Atalanta servono risultati

Giuntoli sperava di andare alla Roma, che ha preferito non approfondire. E ha avuto la fortuna di trovare un grandissimo club come l’Atalanta, l’ideale per cancellare il passato e le ferite che nel frattempo sono diventate cicatrici.

All’Atalanta non ci sono vie di mezzo: se lavori bene, ti portano in paradiso. Altrimenti ti liquidano senza pensare al contratto o a tutto il resto.

Per ulteriori informazioni chiedere lumi a Tony D’Amico, che ha cannato completamente l’allenatore nell’estate 2025 (e alcune scelte collegate) e si è giocato la Dea. Certo, avrà l’opportunità di riscattarsi in casa Roma, ma con l’Atalanta poteva finire da buoni amici.

D’Amico deve dimostrare di essere da Roma, glielo auguriamo anche se non è una cosa semplicissima, considerato l’esigentissimo Gasperini.

Mentre Giuntoli dovrà intuire che Bergamo non è Ibiza, nel senso che il lavoro è la priorità, gli alibi immotivati sono all’ultimo posto. Per il relax e per un tuffo in piscina (o al mare) c’è sempre tempo. Proprio perché Bergamo non è Ibiza.

Il mercato del Napoli bloccato dalle spese estive

Il Napoli sta per perdere entrambi gli obiettivi prioritari del mercato (Gila e Khalaili) per colpa di… Antonio Conte.

In condizioni di normalità e con la possibilità di condurre un mercato regolare, entrambe le operazioni sarebbero state chiuse. Ma Conte ha svuotato tutti i bancomat di ADL: gli affari Lukaku, Lucca e Noa Lang sono stati una bastonata tra testa e collo.

Adesso bisogna cedere prima di tornare sul mercato in entrata, semplicemente perché non si può sempre pensare di mettere le mani in tasca o di fare bonifici.

La pesante eredità lasciata da Conte

Morale: Conte ha vinto uno Scudetto e una Supercoppa Italiana e gli vanno fatti i complimenti. Ma ha lasciato una zavorra incredibile, come quando ti presenti senza passaporto e non puoi prendere, almeno in questi giorni, il volo per le Maldive.

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