A oggi, il vero acquisto dell’estate l’ha fatto il Milan. E non parliamo né di Gonçalo Ramos né di Mario Gila, entrambi comunque fortissimi. Ma forse c’è davvero qualcosa di più.
Se per trovare finalmente un proprietario vero, appassionato, coinvolto, bisognava toccare il fondo, forse ne è valsa la pena. Siamo ancora al 9 luglio, ma ieri, per la prima volta dopo tre anni, abbiamo guardato negli occhi, dal vivo, Gerry Cardinale. Abbiamo trovato un personaggio che certamente potrà non piacere a tutti, ma che finalmente ha iniziato la sua catarsi nel mondo rossonero.

Il vero acquisto del Milan è Gerry Cardinale
Un po’ Michael Douglas e un po’ Donald Trump, Mister Cardinale si è mostrato finalmente senza filtri e senza timori, comunicando con efficacia e con impeto, senza risparmiarsi. Dopo averlo ascoltato, abbiamo capito come mai abbia fatto una scalata di alto livello nello showbiz di Hollywood e perché Matt Damon, Ben Affleck, The Rock e LeBron James lo adorino: perché ha un carisma incredibile.
E aggiungerei soprattutto: perché ci hanno parlato più e più volte. Quello che manca ancora a Cardinale è infatti entrare anche nel cuore dei milanisti, che per quattro anni hanno pensato fosse un fantasma o una marionetta senza voce. Quando i tempi saranno maturi per parlare pubblicamente, però, adesso sono convinto che farà proseliti rapidamente, nella speranza che nel frattempo abbia anche iniziato a parlare il campo per lui.
La svolta nella comunicazione e nella gestione del club
Perché l’obiettivo è ben chiaro: il Milan vuole tornare grande, nel modo che conosciamo tutti e nei tempi che saranno necessari, senza assillo o fretta.
Nel frattempo vi raccontiamo di una persona che parla con il sentimento, con un’empatia che al Milan mancava dal 2017 e, forse, per la verità, anche da prima.
Ha chiesto scusa più o meno esplicitamente più volte, anche se, come Fonzie in Happy Days, fa simpaticamente fatica ad ammetterlo. Ma lo ha fatto con ciò che più conta: con i fatti, tornando sui suoi passi e cambiando tutto, dal mercato alla comunicazione, dalla società al campo.
Ora arriva la sfida più difficile: la continuità. Perché alzarsi una mattina infatuati da impazzire del Milan è la cosa più semplice del mondo, ma la tenuta la valuteremo nei momenti di difficoltà.
Adesso servono continuità e risultati
È giusto, però, non partire prevenuti e lasciare il beneficio del dubbio, nella speranza che l’amore, l’attenzione e la cura non solo rimangano gli stessi, ma aumentino nelle necessità.
Dall’aspetto politico in Lega ai rapporti con la stampa, passando per i tifosi: tutti temi sui quali Cardinale ha, in maniera abbastanza esplicita, comunicato di essere pronto ad agire in discontinuità con gli errori del passato.
E allora, vale davvero la pena continuare a valutarlo in maniera spietata sugli ultimi quattro anni, come se non ci fosse stato nessun mea culpa?
Basta tossicità, il mondo milanista ritrovi serenità.
In bocca al lupo, Mister Cardinale: l’orologio è partito, il tempo scorre, il mondo non aspetta.
Chi vuole il bene del Milan (quello vero, però, non quello millantato negli ultimi mesi a proprio uso e consumo da alcuni personaggi) merita, a mio parere, sempre una seconda possibilità.
E un self-made man come lei sa quanto valga una seconda possibilità nella vita: tanto, tantissimo, troppo, per poterla sprecare miseramente.