Alla fine, dovranno accettarlo: il Milan è più grande di tutto e di tutti.
L’esodo vaticinato, chi in buonafede chi meno, dalle Cassandre, non solo non ci sarà, ma è stato smentito nei fatti, nella filosofia e nella simbologia: “senza Allegri, se ne vanno di corsa un secondo dopo anche Maignan, Rabiot e Modric” dicevano.

Il Milan resta più grande di tutto
E invece Maignan saluta con affetto Ibra (ma non lo odiavano tutti, ndr?) dopo l’eliminazione dal Mondiale, proprio mentre Rabiot spiega che presto parlerà con Amorim per lavorare al Milan che verrà.
Ma la sconfitta più grande di tutti coloro che volevano screditare il Milan si materializzerà nella giornata di oggi, quando verrà ufficializzato il rinnovo di Luka Modric: il croato lo farà senz’altro per amore della maglia, che è l’unica cosa che conta, ma sicuramente anche perché ha ritenuto credibile, stimolante e ambizioso il nuovo progetto di Cardinale e Amorim.
È questa la vittoria più bella dell’estate del numero 1 di RedBird: tutto può essere opinabile e contestabile, ma il riconoscimento pratico di un Pallone d’Oro è qualcosa di innegabile, che nulla e nessuno può cancellare.
Dovevano andare via tutti, non se ne andrà via nessuno: le persone passano, il Milan resta, sempre e per sempre.
Comotto e il valore del vivaio
La luce negli occhi di Modric, 41 anni tra poco più di un mese, quando si parla di Milan è la stessa negli occhi del Piccolo Principe ieri all’ingresso di Casa Milan.
Christian Comotto, 18 anni da meno di due mesi, è la grande scoperta dell’estate, non solo milanista: in una nazione che si chiede perché non va ai Mondiali e vede la Spagna di Cubarsi e Yamal alzare la Coppa, bisogna incoronare talenti simili ed esaltare chi decide di puntarci.
Il contratto fino al 2031 che verrà ufficializzato nelle prossime ore è un messaggio chiaro: il Milan pensa al presente con il futuro già tra le mani e nuovi “casi Liberali” non esisteranno più.
Comotto, grande protagonista del primo test in famiglia contro Milan Futuro, sta lasciando a bocca aperta tutti: in un calcio che non più permettersi di comprare fenomeni, i fenomeni vanno creati in casa.
Camarda e un progetto costruito sulle radici
Comotto dovrà essere il fiore all’occhiello del “Made in Milanello”, senza dimenticare ovviamente il suo “gemellino” Francesco Camarda, anche lui atteso oggi alla firma del rinnovo.
Piccoli grandi Milanisti crescono: non esistono radici più profonde per un progetto solido, che non quelle di bambini cresciuti con il sangue rossonero.
Forza ragazzi!