Summerville come Palestra. Protagonisti: i soldi. O no?

Se non hai un’ala, non puoi volare. A maggior ragione se il tuo allenatore si chiama Gian Piero Gasperini. Avevi e hai Malen come fantastico terminale offensivo, volevi raccogliere un altro tulipano che di cognome fa Summerville e che ha le caratteristiche ideali per chi deve lavorare con Gasp: sgomma, salta l’uomo, produce assist e colleziona gol.

L’obiettivo era quello di svoltare a sinistra, assolutamente centrato. In corsa c’è stato a lungo anche Garnacho e la Roma ha riflettuto a lungo se fare un investimento da più di 40 milioni sull’argentino o sull’olandese. Aveva virato su Summerville perché lo riteneva più incisivo e adatto alle idee di gioco dell’allenatore.

Ma poi, sapete come funziona: quando l’Al Hilal ha intuito che tra West Ham e Roma c’era una base d’intesa, ecco un rilancio mostruoso sull’ingaggio (da 4 milioni a stagione a oltre 12-13 milioni più ricchi e semplici bonus), sulle commissioni e sul cartellino. Fino a ieri sera mancava l’ultimo semaforo verde di Summerville in direzione Arabia, passaggio essenziale per le visite mediche e per mettere nero su bianco.

La strategia della Roma tra Summerville, Garnacho e Nusa

Garnacho era in corsa per un’eventuale soluzione in prestito, ma l’Aston Villa sfreccia. Resta Nusa, l’altro nome indicato giorni fa in una lista ristrettissima: non c’è cosa peggiore che rimettersi in moto dopo aver pensato di aver trovato parcheggio.

La Roma vorrebbe andare sulle tracce del vice Malen, individuato in Tresoldi. A patto che si faccia in fretta, perché il Bruges, oltre a essere una bottega carissima, ha questo grande desiderio di alimentare aste per alzare l’asticella del cartellino.

Tresoldi sta aspettando la Roma, pur avendo un altro paio di chance in giro per l’Europa. Ma attendere non significa incatenarsi a te, piuttosto chiedere di arrivare in fretta, senza che arrivi Ferragosto e dintorni. Esattamente ciò che sta facendo la Roma, che ha cambiato strategia: meglio provare a prendere un attaccante adesso, senza fare uscite in quel reparto, e non aspettare che esca Dovbyk, oggi richiestissimo solo in prestito.

Temporeggiare significherebbe far perdere la pazienza a Tresoldi e, soprattutto, favorire l’inserimento di un concorrente oggi appostato dietro le quinte. Vedremo. Ma siccome si parla sempre di ragazzi italiani e poi tutti vanno all’estero, sarebbe il caso di passare dalla teoria alla pratica. Oppure stare zitti, che forse sarebbe meglio.

 Perché oggi il prezzo lo decide chi vende

Mi hanno fatto in tanti questa domanda: ma Summerville vale davvero una cifra che si avvicina più ai 50 che ai 40 milioni?

Mi permetto di rispondere che ormai si tratta di quesiti inutili. Per un paio di motivi almeno, che provo a sintetizzare.

Il primo: il prezzo lo fa chi cede e non chi acquista. E se il tuo obiettivo arriva dalla Premier League devi prepararti ad allacciare le cinture, sperando che ti facciano un piccolo sconto rispetto a una richiesta di almeno il 20 per cento superiore al reale valore.

Ma fa parte del gioco. La Premier è ricchezza e, se vuoi prendere qualcuno da lì, non puoi chiedere l’elemosina. Esattamente come non puoi andare in un hotel a cinque stelle e pensare di pagare 200 euro a notte.

Il caso Palestra spiega tutto

Il secondo motivo è una specie di controprova: ma secondo voi Palestra vale davvero 60 milioni, con tutta l’ammirazione per una fantastica freccia di 21 anni?

No. Eppure quelli del Chelsea l’hanno preso, felici di pagare fino all’ultima sterlina senza fare troppe storie.

Esattamente come dovremmo fare noi, uscendo dal concetto “li vale, non li vale, costa troppo…”. Se ti piace, lo prendi e stai muto. Se pensi di poter perdere tempo in attesa di uno sconto, fai prima a cambiare strada. Altrimenti paga, per evitare di entrare in un tormentone senza senso.

Quando stai per pagare, come nel caso Summerville, arriva l’arabo straricco e te lo porta via. Esattamente come il Chelsea con Palestra.

Facciamocene una ragione.

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