L’addio è definitivo: per Sinner è una doccia gelata

Un’altra brutta notizia che riguarda Jannik Sinner: non c’è nessun dietrofront, l’addio ormai è definitivo

Non ci sono ripensamenti, non c’è nessun dietrofront. Per Jannik Sinner l’addio è definitivo e la notizia, non certo positiva, va ad aggiungersi ad un momento particolarmente complicato per il tennista italiano.

Sinner in conferenza
L’addio è definitivo: per Sinner è una doccia gelata (Screen youtube Gossip Mania) – Sportitalia.it

L’addio è quello di Darren Cahill, il supercoach del tennista altoatesino, l’allenatore con cui il 23enne è riuscito ad esplodere in maniera definitiva. L’australiano aveva già annunciato la decisione di lasciare l’attività a fine 2025, una decisione che Sinner ha reso pubblica in maniera involontaria agli Australian Open nel corso di un’intervista diventata virale. La faccia del campione italiano, quando si è reso conto di aver detto quello che non doveva dire, è diventata un facile meme, spopolando sui social.

Proprio a Melbourne, Sinner aveva anche preannunciato l’intenzione di convincere Cahill a cambiare idea, ma evidentemente non c’è riuscito, o almeno non ancora. Il coach, infatti, ha parlato in un’intervista al podcast Tennis Insider Club, confermando l’intenzione di lasciare l’attività.

Sinner, Cahill conferma l’addio: “È il momento per qualcun altro”

Nessun ripensamento per Cahill che ha confermato l’intenzione di lasciare Sinner al termine di quest’anno.

Cahill osserva l'allenamento di Sinner
Sinner, Cahill conferma l’addio: “È il momento per qualcun altro” (Screen youtube Gossip Mania) – Sportitalia.it

Il motivo è semplice: non può dargli di più di quello che già gli ha dato. “La finestra temporale per l’allenatore è di tre o quattro anni. Se dura più a lungo – ha affermato – diventi una persona che lo protegge o un manager“. Secondo Cahill 3-4 anni è la durata della finestra “in cui puoi impartire tutto“, puoi far progredire il giocatore: “Lo stile migliore di allenare un tennista è insegnargli le cose così che abbia la possibilità di risolvere i problemi da solo. In questo modo il giocatore arriverà a un certo livello dopo tre anni e quando dirai una cosa lui la saprà già“.

Ecco perché “dopo tre o quattro anni è il momento per qualcun altro, una voce diversa“, un nuovo allenatore per far sì che ci possano essere nuovi stimoli e nuovi insegnamenti. Per Sinner quindi questo sarà l’anno dell’addio a Cahill e la caccia al successore è già partita. Nelle scorse settimane sono stati fatti diversi nomi, ma soltanto tra qualche mese si saprà su chi è ricaduta la scelta dell’italiano.

Intanto c’è da preparare il ritorno in campo che avverrà a Roma tra due mesi. Un ritorno al quale sta lavorando anche Cahill, ancora impegnato al 100% con il tennista altoatesino. Gli ultimi mesi prima dell’addio che lo staff di Sinner vuole rendere indimenticabili con altri trionfi.

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