“Razzismo al contrario”: nel mirino c’è Paola Egonu

Paola Egonu pare essere finita un’altra volta nel mirino, purtroppo, ecco cosa è successo in quest’occasione.

Paola Egonu è una giocatrice veramente straordinaria, capace nel corso della sua carriera di ottenere risultati a dir poco splendidi. Una carriera che l’ha vista spesso protagonista sia dentro che fuori dal campo, come capita a tutte le grandi campionesse e ai grandi campioni che hanno raggiunto quantomeno la rilevanza nazionale.

Paola Egonu Vannacci
Paola Egonu, ancora polemiche (www.sportitalia.it – X xyza gulat)

Spesso, però, è stata anche criticata in maniera troppo accesa, andando a toccare punti e leve che non dovrebbero riguardare praticamente mai nessuno.

Invece di essere elogiata per gli splendidi trionfi che nella sua carriera sta agguantando giorno dopo giorno, spesso i commenti vanno a indicare in maniera molto amara e inspiegabile i riferimenti relativi al suo colore della pelle, qualcosa che nel 2025 non dovrebbe essere neanche lontanamente oggetto di discussione nello sport e più in generale nella nostra società.

Paola Egonu e non solo nel mirino: il post social

Roberto Vannacci ancora polemico con alcune giocatrici della Nazionale italiana. Il riferimento un po’ velato a Paola Egonu e a Kelly Doualla non è passato inosservato. Con un post su Instagram l’ex generale e attuale eurodeputato e vicesegretario della Lega, ha elogiato la straordinaria Erika Saraceni, medaglia d’oro continentale nel salto triplo a Tampere, in Finalandia. Il modo in cui l’ha esaltata, però, è andato anche a pizzicare altre talentuose atlete come la già citata Doualla.

Paola Egonu Vannacci
Paola Egonu, Vannacci ancora polemico (www.sportitalia.it – X Volleyland)

Il politico si è espresso in questo modo: “L’anno scorso, durante le Olimpiadi, molti giornali dedicarono ampio spazio solo alle pallavoliste nere, senza neanche menzionare fuoriclasse come Ekaterina Antropova. Quando la narrativa è selettiva, si crea un razzismo al contrario, quello che oggi è diventato marchio di fabbrica della sinistra”. Il riferimento a Paola Egonu non è diretto, ma comunque è semplice da intuire.

Tornando a Erika Saraceni, come dicevamo non è mancato un attacco, voluto o meno, ai cosiddetti ‘diversi’ – che diversi non sono -, atleti quindi differenti per sesso, origini e credenze oltre che per orientamento sessuale: “Un oro che merita la prima pagina, ma non è nera, non è arrivata col barcone, non è islamica, non fugge dalle famigerate guerre, non è diversamente eterosessuale, non porta il velo e non sfila in burkini, quindi per la sinistra non fa notizia”. Una provocazione politica bella e buona, anche se qualunque possa essere l’ideologia di partenza, lo sport è di tutti e non dovrebbe esserci discussione a riguardo. Così come dovrebbe essere indiscutibile la gioia per gli splendidi trionfi di Saraceni, Doualla ed Egonu. Almeno teoricamente.

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