Le ultime dichiarazioni su Sinner hanno lasciato senza parole tutti i fan: in vista del torneo di Melbourne le cose si sono già complicate.
Nonostante manchi più di un mese all’inizio degli Australian Open, vale a dire il primo torneo del Grande Slam e il primo vero appuntamento del 2026, Sinner e Alcaraz sono già al lavoro per arrivare in Australia nelle migliori condizioni e proseguire questa straordinaria sfida che entusiasma tutto il mondo del tennis.

Jannik e Carlos cominceranno la nuova stagione sfidandosi in un match di esibizione in Corea del Sud. Poi sarà la volta del torneo One Point Slam, che si terrà sempre a Melbourne e vedrà in campo i migliori tennisti del circuito ATP. Il nuovo format che precede gli Australian Open ha un meccanismo particolare: tutte le partite si decideranno giocando un solo punto, pertanto chi riesce a conquistarlo passa al turno successivo (mentre l’altro viene eliminato).
La prima sfida è in programma il 13 gennaio e metterà di fronte Lorenzo Musetti e Alexander Zverev. Al torneo prenderà parte anche Nick Kyrgios, che in questi ultimi anni si è fatto notare più per i suoi attacchi a Jannik Sinner per la vicenda Clostebol che per le sue prestazioni sul campo. In vista della Battaglia dei sessi, in programma domenica 28 dicembre a Dubai, Kyrgios è tornato ancora una volta a parlare di Jannik e della squalifica inflitta al campione italiano.
Sinner distrutto, un altro attacco: “E’ comunque responsabile”
Secondo l’australiano, infatti, Sinner “è comunque responsabile” per il caso Clostebol: sempre Kyrgios, intervistato da Piers Morgan, ha aggiunto che il modo in cui è stato gestito l’intero caso “non ha fatto una bella figura nel nostro sport“, tenendo presente che all’epoca dei fatti Jannik era il numero 1 al mondo.

“Era l’unica cosa di cui si parlava e anch’io ne sono responsabile“, ha aggiunto Kyrgios, pur riconoscendo a Jannik di essere riuscito a mettersi alle spalle tutta la vicenda e di aver raggiunto un livello addirittura superiore a quello precedente: “Non ci sono dubbi che sarà uno dei migliori tennisti di tutti i tempi“.
“Non siamo sicuri di cosa sia successo – ha invece detto Aryna Sabalenka – Credo nello sport pulito e credo che tutti debbano essere trattati allo stesso modo. Ma allo stesso tempo non credo che in quel caso ci sia stato ‘qualcosa’”. Quando Morgan le chiede se il trattamento sarebbe stato lo stesso se Sinner fosse stato il numero 600 del mondo, la risposta è immediata: “Non lo sappiamo”.