Disastro Inter in Norvegia: il Bodo/Glimt vince l’andata dei play-off di Champions League. Brutte notizie per Chivu: Lautaro Martinez si infortuna nel secondo tempo.
Il Bodo/Glimt non è più una sorpresa. Dopo aver piegato Manchester City e Atletico Madrid, aver messo in difficoltà la Juventus, la banda di Knutsen supera l’Inter e aggiunge i nerazzurri alla sua collezione di big sconfitte, confermandosi “ammazza-grandi”. Al freddo del Circolo Polare Artico, Lautaro e compagni crollano 3-1: un risultato che ora obbliga la squadra di Chivu a una rimonta nel match di ritorno per conquistare gli ottavi di finale.

Bodo/Glimt-Inter: il turnover non paga, Lautaro si fa male
In un clima gelido, Cristian Chivu rimescola le carte. Riposano i vari Bisseck, Luis Henrique, Zielinski, Dimarco e Thuram; spazio dal 1′ ad Acerbi, Darmian, Carlos Augusto e Pio Esposito con Mkhitaryan rispolverato in mediana. L’avvio è di marca norvegese: il Bodo comanda il gioco, mentre l’Inter fatica a prendere le misure: al 20′ il match si sblocca con un’azione corale rifinita perfettamente da Fet. L’Inter non accusa il colpo e reagisce con rabbia: prima il palo di Darmian al 26′, poi il gol del pareggio firmato da Pio Esposito dal 30′. Dopo un rapido check del VAR per un sospetto tocco di mano, il gol viene convalidato.
Nella ripresa l’Inter cresce, Lautaro colpisce un altro legno… poi i nerazzurri pian piano si spengono. Il blackout inizia con l’infortunio del capitano: Lautaro viene fermato da un fastidio al polpaccio e l’Inter comincia a perdere certezze.
Fischio finale pic.twitter.com/wvOr5dHXqk
— Inter ⭐⭐ (@Inter) February 18, 2026
Il Bodo punisce in tre minuti
Al 61′ l’ex milanista Hauge riceve da Hogh e fulmina Sommer con un sinistro potente sul primo palo. Dopo tre minuti al 64′ arriva la rete del definitivo 3-1 con Hogh che dopo due assist colleziona la gioia personale. Chivu prova a cambiare l’inerzia inserendo i titolari dalla panchina ma l’Inter sbatte contro il muro giallonero. Al triplice fischio è festa grande a Bodo. Per l’Inter, come per tutte le italiane, è notte fonda: servirà una vittoria di almeno due gol di scarto al ritorno per non dire addio all’Europa.