Arbitri, la novità è PGMOL: cos’è e come funziona il nuovo organismo

Negli ultimi mesi, il dibattito sul futuro degli arbitri è passato da semplice polemica a progetto strutturato di riforma. Ora Gabriele Gravina è pronto a un’altra novità.

Negli ultimi mesi, il dibattito sul futuro del sistema arbitrale del calcio italiano è passato da semplice polemica a progetto strutturato di riforma. Ora Gabriele Gravina è pronto a un’altra novità, sintetizzata con il termine “PGMOL all’italiana”. L’acronimo richiama il modello anglosassone della Professional Game Match Officials Limited, l’organizzazione che in Inghilterra controlla centrale e indipendente gli arbitri delle massime divisioni, ma adattato al contesto italiano con caratteristiche e scopi diversi.

Gianluca Rocchi, designatore arbitrale Serie A e Serie B
Il designatore arbitrale Gianluca Rocchi ha commentato ad Open Var gli episodi del weekend di Serie A

Arbitri, PGMOL all’italiana: cos’è

L’idea, al centro delle discussioni interne alla FIGC, è quella di creare una società indipendente che raggruppi gli arbitri di vertice, cioè quelli impiegati nei campionati di Serie A e Serie B, con una governance che veda la federazione e le leghe professionistiche come soci, garantendo contratti più tutelati e condizioni professionali più solide rispetto alla situazione attuale. Nella visione di Gravina, questo permetterebbe di superare le criticità legate all’attuale sistema gestionale, dove il personale arbitrale resta formalmente non professionista pur operando a livello professionistico.

La questione è stata, secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, uno dei nodi principali affrontati nel tavolo delle riforme convocato dalla FIGC, insieme ad altri temi di governance e sostenibilità economica del calcio italiano. Gravina ha indicato la riforma del sistema arbitrale come una delle sei macroaree di intervento su cui lavorare per garantire qualità tecnica, credibilità e stabilità all’intero movimento calcistico. Non è stata ancora ufficialmente varata in forma definitiva, e resta aperto il confronto tra FIGC, Leghe e Associazione Italiana Arbitri sull’impatto reale di questa trasformazione.

Arbitri, per Zappi confermati i 13 mesi di squalifica: cosa cambia

La Corte federale d’appello della FIGC respinge il ricorso di Antonio Zappi, confermata la squalifica di 13 mesi al numero uno dell’AIA. Ecco cosa cambia ora e i risvolti della vicenda in una annata che per il mondo arbitrale è inquieta.

La Corte federale d’appello della Federazione Italiana Giuoco Calcio ha respinto il ricorso presentato dal presidente dell’Associazione Italiana Arbitri, Antonio Zappi, confermando la squalifica di 13 mesi già stabilita in primo grado. La decisione è stata resa nota al termine dell’udienza svolta nella mattinata del 19 febbraio 2026.

Arbitri, per Zappi confermati i 13 mesi di squalifica: cosa cambia

AIA, confermata la squalifica a Zappi

La sanzione a Zappi era stata inflitta lo scorso 12 gennaio dal Tribunale Federale Nazionale, che aveva accolto la richiesta della Procura federale. A Zappi vengono contestate presunte pressioni esercitate sui responsabili degli organi tecnici di Serie C e Serie D in occasione della recente tornata di nomine, la prima gestita dal nuovo Comitato Nazionale eletto nel dicembre 2024. Respinto anche il ricorso di Emanuele Marchesi, componente del Comitato Nazionale, che dovrà scontare due mesi di squalifica.

Secondo quanto ricostruito dall’accusa, guidata dal procuratore federale Giuseppe Chinè, le pressioni avrebbero riguardato gli ex designatori Andrea Ciampi per la Serie C e Antonio Pizzi per la Serie D, nell’ambito di un riassetto degli incarichi tecnici. L’ipotesi accusatoria sostiene che tali interventi siano avvenuti in violazione dei principi di lealtà, correttezza e probità previsti dal Codice di Giustizia Sportiva.

Procura FIGC chiede 13 mesi di inibizione a Zappi
Zappi, confermata la squalifica

AIA, squalifica a Zappi: cosa cambia

La Procura ha agito dopo aver ricevuto un esposto – successivamente disconosciuto dall’associato indicato come autore – che conteneva elementi ritenuti riscontrabili, tra cui scambi di messaggi e comunicazioni relative al riassetto degli incarichi. Con la conferma della squalifica, in base alle norme vigenti Zappi decade automaticamente dalla carica di presidente dell’AIA. La situazione apre ora la strada al possibile commissariamento dell’associazione arbitrale.

Squalifica a Zappi: “Valuteremo le motivazioni”

Queste le parole che Antonio Zappi ha pronunciato all’ANSA dopo aver appreso la notizia: “Ho appena appreso la notizia tramite i miei legali”. Zappi ha poi aggiunto in merito alle prossime mosse dopo aver appreso della squalifica: “Leggeremo e valuteremo le motivazioni della sentenza che ovviamente rispetto e continuo ad avere fiducia nella giustizia, nell’ordinamento sportivo e nei suoi tre gradi di giudizio a tutela della presunzione di innocenza e dei principi di civiltà giuridica. Questo a maggior ragione per chi ha sempre agito nell’esclusivo interesse dell’Associazione”.

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