Torino, cambio in panchina: via Baroni. D’Aversa in pole

Il Torino esonera Marco Baroni dopo il ko col Genoa e quattro sconfitte in sei gare: in pole Roberto D’Aversa per rilanciare i granata.

Scossone in casa Torino: il club granata ha deciso di esonerare Marco Baroni dopo una serie di risultati deludenti che hanno compromesso classifica e fiducia.

Fatale l’ultima pesante sconfitta per 3-0 sul campo del Genoa, arrivata al termine di una prestazione opaca e senza reazione all’inferiorità numerica. È la quarta battuta d’arresto nelle ultime sei gare, un ruolino che, secondo quanto  riportato da Alfredo Pedullà, ha convinto la dirigenza a cambiare guida tecnica per provare a invertire la rotta.

Marco Baroni, allenatore Torino
Marco Baroni, allenatore Torino

Le colpe di Varoni

Baroni, ex tecnico di Lazio, Hellas Verona e Lecce, paga non solo i risultati negativi ma soprattutto l’andamento complessivo della squadra nelle ultime settimane. Il Torino ha mostrato fragilità difensive evidenti, subendo diverse goleade e perdendo compattezza e identità.

La sensazione è che il gruppo abbia progressivamente smarrito certezze e solidità, elementi che a inizio stagione avevano invece rappresentato un punto di forza.

La sconfitta col Genoa

La sconfitta del Ferraris di Genova è stata emblematica: squadra lunga, poco incisiva in fase offensiva e vulnerabile alle iniziative avversarie. Un copione già visto in altre occasioni recenti, che ha fatto scivolare i granata in una posizione di classifica meno tranquilla rispetto alle ambizioni iniziali.

La società, dopo un confronto interno, ha ritenuto inevitabile l’esonero per dare una scossa immediata all’ambiente. D’altronde, il destino di Baroni appariva segnato fin dal ritorno di Gianluca Petrachi alla guida dell’area sportiva.

Torino, in pole c’è D’Aversa

In pole per la successione c’è Roberto D’Aversa, profilo considerato adatto per esperienza e capacità di lavorare sulla compattezza difensiva.

D’Aversa conosce bene la Serie A e ha già dimostrato di poter risollevare squadre in difficoltà, puntando su organizzazione, intensità e pragmatismo. Tuttavia arriva da diverse esperienze molto negative con l’Empoli con cui è retrocesso lo scorso anno Sampdoria e Lecce. La dirigenza valuta il suo profilo come quello più funzionale per ridare equilibrio e solidità a un gruppo apparso troppo fragile nelle ultime uscite.

 

Le prossime ore saranno decisive per definire l’accordo e permettere al nuovo tecnico di mettersi subito al lavoro. L’obiettivo è chiaro: ritrovare punti e fiducia, evitando che la stagione prenda una piega ancora più complicata. Il Torino cambia per ripartire, con la speranza che il nuovo corso possa restituire identità e risultati a una squadra chiamata a reagire immediatamente.

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