La Juventus accarezza l’impresa all’Allianz Stadium, rimonta il pesante 5-2 dell’andata contro il Galatasaray e trascina la sfida ai supplementari, ma cade nei supplementari. Tra orgoglio, rimpianti e applausi, resta la consapevolezza di essere tornati competitivi.
Serviva una notte epica per ribaltare un destino che sembrava già scritto. La Juventus, reduce da settimane complicate, si presenta davanti ai 41 mila dell’Allianz Stadium con l’obiettivo di cancellare il 5-2 dell’andata e ritrovare se stessa prima ancora della qualificazione.
L’avversario è solido, esperto, abituato alle grandi atmosfere europee. Eppure i bianconeri giocano con intensità, coraggio e spirito di sacrificio, qualità che avevano segnato le pagine migliori della loro storia recente. La rimonta prende forma, si concretizza e accende lo stadio. Ma quando il traguardo sembra a un passo, la beffa spegne il sogno.

La Juventus rimonta, ma non basta
L’avvio è intenso ma impreciso: Gatti e Koopmeiners non sfruttano due buone occasioni di testa. La Juve tiene il pallino del gioco, mentre il Galatasaray si compatta e riparte con rapidità, spezzando il ritmo con frequenti interruzioni. Al 37’ l’episodio che accende la scintilla: pressing alto, palla recuperata, Thuram steso in area. Dal dischetto Locatelli non sbaglia e fa 1-0. Lo stadio ci crede, ma prima dell’intervallo David spreca una chance importante.
La ripresa si apre con l’episodio che sembra condannare i bianconeri: Kelly incredibilmente viene espulso dopo revisione al VAR per un colpo totalmente fortuito su Yilmaz. In inferiorità numerica, però, la Juventus si libera mentalmente. Spalletti ridisegna la squadra, inserisce forze fresche e passa a un assetto più offensivo. Tra il 70’ e l’82’ accade di tutto: Gatti firma il raddoppio con una zampata sotto porta, poi McKennie svetta sul secondo palo e realizza il 3-0 che vale i supplementari.
Nel primo extratime Zhegrova sfiora il gol qualificazione, ma poco dopo Osimhen punisce in contropiede. Nel finale Yilmaz chiude i conti, trasformando il sogno in una beffa.
Eliminazione a testa alta
L’eliminazione brucia, perché l’impresa era lì, a pochi centimetri da diventare realtà. Eppure, tra gli applausi dell’Allianz Stadium, emerge una certezza: la Juventus ha ritrovato identità, carattere e compattezza. Dopo un febbraio difficile, la squadra ha mostrato orgoglio e resilienza, qualità indispensabili per inseguire almeno il quarto posto in campionato.
La Champions sfuma, ma resta la sensazione di aver ricostruito qualcosa di importante. Se questo spirito accompagnerà i bianconeri nelle prossime settimane, la stagione potrà ancora regalare soddisfazioni. A partire dal prossimo scontro diretto, dove servirà lo stesso cuore visto in questa notte europea.