Arbitri, VAR e salmonari: l’Italia del calcio va a rotoli

Il momento di restare uniti. Il momento di chiudere la porta ad attacchi mediatici, polemiche e regolamenti di conti vari e guardare al finale di stagione come un’opportunità.

Perché, come detto già la scorsa settimana, lo scudetto era già andato e non c’è nulla più da vincere, ma per ogni tassello di questa rosa c’è qualcosa di ancora più importante in palio: la maglia del Milan che verrà.

Milan, missione Champions

La volata finale allora dovrà portare intanto a blindare quanto prima il posto in Champions e poi aprire ai bilanci a tutti i livelli: tranne una manciata di giocatori (Maignan, Gabbia, Pavlovic, Rabiot, Saelemaekers…), tutti sono genuinamente – cioè senza polemica né accuse – sotto esame per costruire un Milan di alto livello che non potrà, nel 2027, essere ancora fuori da tutto a febbraio.

Milan-Arbitri e VAR: quanti problemi

Le stagioni purtroppo girano anche su faccende extra calcistiche: l’accanimento arbitrale che il Milan (e non solo, è giusto dirlo) ha subito quest’anno, avrebbe fermato anche una corazzata matura e completa (che il Milan, intendiamoci, non è). Tanto quanto l’arrivo di un grande centravanti e di rinforzi in difesa, ancor di più sarebbe bello per l’anno prossimo avere la possibilità di giocare un campionato equo, con un regolamento inequivocabile e uguale per tutti, in tutte le partite.

La classifica sì, sarebbe certamente diversa e forse anche certe valutazioni.  E pensare che centinaia di milioni di riflesso vengono spostati da arbitri tecnicamente inadeguati e VAR imbarazzanti, risulta agghiacciante: poi ci chiediamo perché in Italia non arrivano emiri e sceicchi vari.

Hauge, il Bodo e la maledizione Norvegia

All’ombra dell’ultimo sole, si era assopito un pescatore… di salmoni. La storia di Jens-Petter Hauge dovrebbe essere uno stimolo per ripartire: milanista fino al midollo lui, milanista fino al midollo da sempre il padre. Perché all’estero, la maglia di chi ha vinto 7 Champions League e la sua gloriosa storia varranno sempre più di uno scudettino in più o in meno tra chiamate al VAR e chiamate… di altro genere.

A proposito: l’Italia ha perso un’altra grande occasione per provare a parlare di calcio nei 6 giorni successivi alla lezione ricevuta dall’Inter in Norvegia. E invece la Propaganda nerazzurra ha preferito parlare del freddo, del sintetico, del buco dell’ozono, delle difficoltà visive del giocare contro una maglia gialla e nera e di quanto sia strano e ingiusto che l’Inter si scomodi ad andare a giocare  in Norvegia contro una squadra norvegese.

Sorpresa Knutsen

Non si è parlato di Knutsen, allenatore giovane, moderno e preparato. Non si è parlato di quanto Maldini e Massara avessero visto bene sullo stesso Hauge. Non si è parlato di quanto sia sul tavolo il tema che 11 buoni mestieranti ben allenati possano fare strada in Champions, senza 18 riserve, anche battendo “i più forti del Mondo”. E vabbè, tanto da domani si tornerà a suonare la fanfara per le goleade al Sassuolo e a celebrare i vari fenomeni che stanno scrivendo la storia, da Dimarco a Barella passando per Bastoni. Senza aver capito che si scrive Bodo Glimt, ma si legge Irlanda del Nord: occhio. Fino alla fine… del nostro calcio.

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