Taremi in guerra per l’Iran: solo ‘fake news’. Cosa è successo

Il caso Taremi: tra patriottismo e indiscrezioni infondate. L’agente dell’attaccante dell’Iran smentisce la partenza del bomber dell’Olympiacos per la guerra.

Le notizie drammatiche che giungono dall’Iran in queste ore stanno scuotendo l’opinione pubblica mondiale, e il conflitto ha raggiunto rapidamente anche il mondo del calcio. In questo clima di massima tensione, è emersa una voce clamorosa riguardante l’ex attaccante dell’Inter, oggi in forza all’Olympiacos: Mehdi Taremi. Secondo alcune indiscrezioni arrivate dall’Asia, il centravanti avrebbe preso una decisione senza precedenti, comunicando alla dirigenza del club greco la propria volontà di lasciare l’Europa per arruolarsi e partire per il fronte.

Taremi in guerra con l’Iran? La smentita dell’agente dell’attaccante (Screen YouTube/Instagram)

Taremi in guerra per l’Iran? La precisazione dell’agente

Federico Pastorello, agente dell’ex interista Mehdi Taremi, è intervenuto sui social per fare chiarezza sulla posizione del suo assistito. Il comunicato smentisce quanto riportato dal alcuni quotidiani, secondo cui l’attaccante, oggi in forza all’Olympiacos, avrebbe espresso al club la volontà di arruolarsi nell’esercito iraniano.


“Nelle ultime ore, sono circolati comunicati attribuiti a Mehdi Taremi che non riflettono la realtà della situazione. Il giocatore è totalmente concentrato sul suo lavoro ad Atene e sul suo percorso professionale, con attaccamento e determinazione. In un momento delicato come questo, è importante evitare interpretazioni fuori dal contesto o ricostruzioni non accurate. Crediamo nel senso di responsabilità e nel rispetto di ognuno”.

La smentita ufficiale: si tratta di Fake News

Il mio Paese ha bisogno di me“, avrebbe dichiarato l’attaccante, mostrandosi pronto a rispondere alla chiamata alle armi della propria patria. Tuttavia, quanto riportato sopra è frutto di una ricostruzione priva di fondamento. A fare chiarezza è intervenuto direttamente l’entourage, definendo queste voci come fake news e riportando il focus sulla professionalità dell’atleta.

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