Alessandro Bastoni non è solo un pilastro tecnico dell’Inter, ma anche una potenziale miniera d’oro per il bilancio nerazzurro. E le cifre che emergono fanno davvero impressione.
Il difensore italiano, come stiamo raccontando ormai da mesi è finito nel mirino del Barcellona, con contatti già avviati nei mesi scorsi. Ma al di là delle valutazioni sportive, è il lato economico a rendere l’operazione particolarmente interessante.

Il valore a bilancio è ormai bassissimo
Secondo un approfondimento di Calcio e Finanza, dopo anni in nerazzurro, Bastoni è praticamente ammortizzato. Il suo valore residuo a bilancio è sceso sotto i 3 milioni di euro e dovrebbe attestarsi intorno ai 2,8 milioni entro giugno 2026.
Un dato chiave, perché significa che quasi tutto il suo costo è già stato “recuperato” nei conti del club.
La plusvalenza può superare i 57 milioni
Se l’Inter dovesse cedere Bastoni per una cifra attorno ai 60 milioni — valutazione minima ipotizzata visto che non c’è mai stato un contatto diretto tra i due club — la plusvalenza sarebbe enorme: oltre 57 milioni di euro.
E non è finita qui. Se dovesse scatenarsi un’asta, magari con l’ingresso di club inglesi che al momento il difensore non considera, il guadagno potrebbe salire ancora.
Numeri che spiegano perché il nome di Bastoni sia tra i più “caldi” in ottica mercato.
Non solo incasso: quanto risparmierebbe l’Inter
La cessione non porterebbe benefici solo immediati. L’Inter risparmierebbe anche sui costi futuri: tra stipendio lordo e quota di ammortamento, il taglio sarebbe di circa 11,5 milioni nel bilancio successivo.
Un doppio vantaggio: liquidità immediata e alleggerimento dei conti.
Il vero dubbio è tecnico, non economico
Dal punto di vista finanziario, l’operazione è quasi perfetta. Ma il calcio non è solo numeri.
Bastoni è uno dei difensori più importanti della squadra, un leader tecnico e tattico. Per questo l’Inter riflette: sacrificare lui significherebbe sì sistemare i conti, ma anche dover ricostruire una parte fondamentale della difesa.
Ed è proprio qui che passa la vera decisione: accettare una maxi-plusvalenza o tenersi uno dei pilastri del progetto.