Il campionato entra nella fase decisiva e regala nuovi scenari. Il Como si arrende all’Inter dopo un secondo tempo dominato dai nerazzurri, ma conferma di essere una squadra solida e competitiva.
Nonostante qualche episodio discusso, come un rigore molto dubbio, che sembra un risarcimento inutile, gli uomini di Cesc Fàbregas, escono comunque a testa alta da una sfida in cui il pareggio sarebbe stato forse il risultato più giusto, viste le occasioni avute. Il Como rimane una delle realtà migliori, ma ha preso solo un punto nelle ultime due partite e rimane un caso unico di successo, a livello nullo di italianità, o meglio di italiani ci sono solo i tifosi.
Chivu balla sui resti della Serie A e di coloro che non si dimostrano all’altezza e si permette anche di ironizzare sui colleghi che parlano di Champions League, beato lui!.

Corsa Champions: equilibrio totale ma spuntano i fantasmi
La vittoria dell’Inter, però, ha un peso enorme soprattutto per la corsa Champions. Juventus, Milan e Roma sorridono: il Como resta fermo e non guadagna terreno, lasciando invariati gli equilibri nella lotta ai primi quattro posti che con una vittoria degli uomini di casa, le dinamiche potevano essere diverse.
La lotta per un posto in Champions League resta apertissima e rappresenta ormai il vero cuore del campionato. Il Napoli rallenta e alza bandiera bianca in una sfida complicata, mentre le altre pretendenti restano tutte in corsa.
Tra queste c’è il Milan di Massimiliano Allegri, alle prese con un momento delicato. Tornano infatti i fantasmi del passato: una stagione partita bene alla Juventus ma poi crollata nella seconda parte, tra risultati negativi e difficoltà crescenti.
La recente sconfitta dei rossoneri con l’Udinese ha riacceso dubbi e preoccupazioni, Massimiliano Allegri avrà rivisto il fantasma di Giannetti. Chi è Giannetti? E’ il difensore dell’Udinese che segnò il gol decisivo in Juventus-Udinese 0-1, il 12 febbraio 2024, segnando l’inizio della fine della stagione della Juventus in campionato, da quel momento la Juventus iniziò un momento di caduta inesorabile che terminò nella notte del famoso “dov’è Rocchi?”. La Juventus chiuse quella stagiona a 71 punti, 23 punti di distacco dall’Inter, dopo aver duellato spalla a spalla con i nerazzurri per tutto il girone di andata, terminato a 46 punti, solo due di distacco dall’Inter, oltretutto due punti, frutto di episodi molto favorevoli ai nerazzurri di allora.
I bianconeri chiusero il girone di ritorno con 25 punti, pochissimi rispetto al girone di andata e con tante paure, vincendo la Coppa Italia. Quest’anno al Milan di Allegri, le cose sono andate ancora peggio a livello di Coppa Italia.
Juventus, segnali positivi ma serve continuità e state calmini!
Proprio come in passato, il rischio è quello di un calo nel momento decisivo. La prossima sfida contro il Verona sarà già un banco di prova decisivo per capire il futuro dei rossoneri, ed il nome Fatal Verona non lascia nessuno tranquillo.
Chi invece prova a rilanciarsi è la Juventus, reduce da un successo fondamentale contro l’Atalanta. Una vittoria che dimostra come la squadra sia ancora viva e pronta a giocarsi le proprie chance fino alla fine.
Tuttavia, l’entusiasmo va gestito. I bianconeri sono attualmente quarti, ma il margine sul Como è minimo e non garantisce alcuna sicurezza. Servono continuità, risultati e soprattutto vittorie negli scontri diretti.
Luciano Spalletti l’ha detto chiaramente: “Non abbiamo fatto nulla”. Il messaggio è chiaro e diretto: non basta aver mantenuto il distacco dalla Roma e recuperato punti sul Milan e sul Como. La corsa Champions resta apertissima. “Chi pensa che sia fatta può restare a casa”, il concetto, l’allenatore pretende concentrazione totale nelle ultime giornate di campionato che vedranno il cammino concludersi in casa del Torino che ha già iniziato la politica in vista di quel march.
Finale di stagione: tutto aperto tra Champions e salvezza
Il messaggio è chiaro: non basta un exploit oggi.. Per centrare la Champions League servirà una striscia positiva e la capacità di non sbagliare nelle partite decisive, a partire dai prossimi impegni, come quello casalingo con il Bologna.
Il campionato per il vertice è chiuso, il resto no. Se la lotta scudetto è indirizzata, quella per la Champions è più aperta che mai, così come quella salvezza dove dalla torre cadrà, a meno di sorprese nel prossimo turno, una tra Lecce e Cremonese. Ogni punto può fare la differenza, proprio per questo nessuno che affronterà queste squadre può stare tranquillo.