Ventidue settimane dopo Jannik Sinner è di nuovo in cima alla classifica Atp. Numero uno al mondo, perché negli ultimi mesi è stato il più bravo di tutti e non solo perché rispetto ad Alcaraz aveva, decisamente, meno punti da difendere e più da guadagnare rispetto ad un anno fa e a causa della squalifica per il caso Clostebol.
Sinner è tornato, ammesso che fosse mai andato via, anche se l’abdicazione sportiva all’Australian Open, dopo due successi consecutivi, ed il passaggio a vuoto di Doha, lo scorso febbraio, avevano lasciato temere che qualcosina nella miglior macchina da tennis nella storia del nostro Paese si fosse inceppato. Perché chi viene battezzato da un talento come il suo finisce, inesorabilmente, con l’essere condannato alla perfezione.

Sinner e una nuova dimensione dell’Italia
Con Sinner l’Italia sta vivendo una dimensione che a livello tennistico non aveva mai e neanche lontanamente pensato di poter raggiungere. Da Sinner, da un paio di stagioni, ci si aspetta e non meno si pretende la costante capacità di saziare la nostra fame di grandezza sportiva. Ecco perché la minima flessione viene immediatamente proiettata verso un ridimensionamento tecnico. Ci siamo avventurati a pensare, scrivere e raccontare che Carlos Alcaraz avesse messo la freccia e preso il largo, specie dopo aver vinto per la prima volta in carriera a Melbourne e in previsione della stagione sulla terra.
Al contrario, il Sunshine Double con i successi ad Indian Wells e Miami, ed una supremazia netta e legittimata sul cemento, hanno riequilibrato qualsiasi tipo di valutazione e aperto le porte a quello che abbiamo visto nell’ultima settimana a Montecarlo: il miglior Sinner di sempre sulla terra rossa.
Sarà un’alternanza di valutazioni continua
Lo scorso anno si è fermato in finale a Roma e a tre match point dal titolo al Roland Garros. Tuttavia quello che abbiamo visto l’ultima settimana nel Principato è un Sinner che per intensità e qualità non si era mai affacciato prima su questa superficie. Una sentenza al servizio e nei momenti decisivi, una profondità da fondocampo incontrollabile, una lucidità mentale senza spiraglio di esitazione. Il tutto condensato in una consapevolezza matura e ormai definitiva.
Alcaraz scenderà in campo tanto a Barcellona quanto, e soprattutto, a fine mese a Madrid con l’obiettivo di riprendersi lo scettro mondiale. Sinner salterà il torneo in Catalunia e medita sulla sua presenza al Masters madrileno, mettendo Roma e Parigi al centro della sua programmazione. Sarà un’alternanza di valutazioni continua, in una differenza di valori sottile come poche altre volte nella storia della disciplina.