L’uscita dal campo di Hugo Ekitike, accompagnata da un pianto che mischia il dolore alla paura, ha decretato un destino ormai certo. Dalla Francia arriva una diagnosi che non lascia spazio a interpretazioni: rottura del tendine d’Achille, che si traduce nell’addio al sogno Mondiali.
“Non vuoi mai farti male, soprattutto non in questo momento della stagione” chiosa Arne Slot, consapevole che nella testa di un calciatore, rappresentare il proprio Paese nella massima competizione internazionale sia l’aspirazione massima alla quale si possa ambire. Il calcio, però, così come la sfortuna, non guarda in faccia nessuno, e negli anni ha sempre riservato il più crudele dei trattamenti a molti giocatori.

Benzema, un mondiale senza Pallone d’Oro
Il caso più recente vede coinvolto Karim Benzema, che nel 2022, un mese dopo aver ricevuto il premio del Pallone d’Oro, subì un infortunio al quadricipite solo a 3 giorni dall’esordio in Qatar. L’attaccante dovette rinunciare al Mondiale che vide trionfare l’Argentina proprio contro la Francia, lasciando un eterno interrogativo su quello che sarebbe potuto essere il risultato finale con il bomber a disposizione.
Marco Reus, talento maledetto
Proseguendo negli archivi, è impossibile dimenticarsi dell’infortunio che nel 2014 ha estromesso Marco Reus dalla spedizione in Brasile, in cui a trionfare furono proprio i tedeschi. Il fantasista, nell’ultima amichevole prima del Mondiale accusò una rottura parziale ai legamenti della caviglia sinistra, e al suo posto venne convocata una vecchia conoscenza della nostra Serie A, Shkodran Mustafi, all’epoca in forza alla Sampdoria.
David Beckham, un finale agrodolce
Proprio sul suolo italiano, durante un Milan-Chievo Verona, David Beckham vide sfumare l’opportunità di partecipare al mondiale del 2010 in Sudafrica, che avrebbe rappresentato il suo ultimo ballo sul palcoscenico della Coppa del Mondo. L’allora 35enne subì una lacerazione al tendine d’achille che rischiò di chiudere la sua carriera nel peggiore dei modi, ma accantonato il sogno Mondiali, lo Spice Boy riuscì comunque a recuperare la condizione fisica, concludendo la sua avventura da calciatore nel maggio 2013 al PSG.
Francesco Totti: la sorte sa anche sorridere
Nonostante spesso il destino sia stato crudele nei confronti dei giocatori, è anche giusto ricordare quei casi in cui chi ha rischiato di saltare tutto alla fine ce l’ha fatta. Il 19 febbraio 2006, tutta Italia rimase sospesa davanti alle tremende immagini del contrasto che provocò la rottura del perone sinistro del nostro numero 10. Francesco Totti, accortosi sin da subito della gravità dell’infortunio, visse mesi di terrore, con la prospettiva di dover rinunciare al Mondiale in Germania. Contrariamente a quanto si potesse pronosticare, però, il capitano della Roma riuscì in un recupero lampo, rientrando appena in tempo per aggiungere la sua firma all’albo dei vincitori del nostro ultimo Mondiale.