Tantissimi i temi trattati dai presidenti di Inter e Milan, Beppe Marotta e Paolo Scaroni: dalla candidatura di Malagò al nuovo San Siro e non solo.
Paolo Scaroni e Giuseppe Marotta, rispettivamente, presidenti del Milan e dell’Inter, dal palco dell’evento “Il Foglio a San Siro“, hanno rilasciato queste dichiarazioni:
Scaroni: “San Siro ora è di proprietà di Milan e Inter e questo è un punto di partenza fondamentale. Abbiamo fatto un passo essenziale. A che punto siamo? Tutto procede in modo ragionevole e abbastanza efficiente. Spero di poter presto presentare il progetto del nuovo stadio. E’ un’opera molto importante per la nostra città. Siamo vicini a fare una scelta e poi presenteremo il progetto alla cittadinanza. Dobbiamo fare questa scelta in tempi rapidi. Tutto questo avverrà prima dell’estate. Il Milan e l’Inter siamo molto simili, non è che lo stadio che voglio io non lo vuole Marotta. Abbiamo le stesse esigenze. In altre città non esiste questa cosa. Questo è un grande vantaggio per noi visto che abbiamo le stesse esigenze”.
Marotta: “Per adesso non c’è stato nessun problema, non vedo criticità”.

Marotta e Scaroni su Malagò e le proprietà straniere
Scaroni: “Ha dedicato la sua vita allo sport, ha fatto in modo egregio il presidente del CONI. Ero a Losanna quando ci hanno assegnato giochi olimpici invernali, senza di lui non li avremmo avuti, di questo sono certo. Avere un uomo di sport protagonista di questo cambiamento culturale che dobbiamo fare anche noi è una scelta saggia. Io l’ho votato con assoluta convinzione. La mia grande fatica come presidente del Milan è tradurre l’Italia a un proprietario americano che si intende di sport. Non è facile spiegare per esempio perché ci mettiamo sei anni a fare uno stadio, ma anche spiegare le nostre procedure burocratiche, i regolamenti di elezione del presidente della FIGC. Spiegare certi meccanismi ad uno straniero non è semplice: la percentuale dei voti, il peso dei voti e così via. E’ questo l’ingrato compito che spetta a noi che interagiamo con l’azionista. Io ho problema maggiore rispetto a Marotta e cioè che il mio azionista è un esperto di sport e un grande appassionato”.
Marotta: “Su Malagò c’è stata una convergenza di 19 club 20, significa che il profilo ha trovato ampio consenso. Credo che il momento difficile che il calcio sta attraversando, non solo l’eliminazione dal Mondiale, il malessere nel calcio c’è da tantissimi anni. Bisogna fare un bel distinguo tra quello che è il valore patrimoniale della Nazionale e quello che rappresenta questo comparto industriale. Le riforme sono necessarie per un futuro migliore che deve rispondere a un concetto di sostenibilità. Oggi abbiamo una serie A che ha più della maggioranza proprietà straniere e meno male che ci siano, l’esempio è Milano. Meno male che Oaktree e RedBird sono riusciti a salvare questa attività sportiva. Il fatto che l’Italia sia stata eliminata è il pretesto per dire fermiamoci e riflettiamo. Il candidato è un profilo di esperienza, sarà l’interprete di un programma elettorale che sarà condiviso con la Serie A e con chi lo appoggerà”.
Marotta tra obiettivi e riconferme
“Non è matematica nemmeno quella, però penso di sì (ride, ndr). Amarezza Champions? Arrivare in finale in una competizione come la Champions è un grandissimo risultato. Chiaro che la serata di Monaco rimane nel segno di tutti perché c’è una grandissima delusione. Ci vuole la capacità di accantonarla e avere un sogno diverso, oggi il nostro sogno è rappresentato da un traguardo importante che è vicino e quindi concentriamoci su questo. Chivu riconfermato? Chivu ha già il contratto, per cui è automatico che sia confermato. Siamo davanti a un allenatore che risponde a pieno quello che è il profilo di allenatore che cercava l’Inter e oggi rappresenta un grande punto di riferimento. L’unico neo che poteva avere era quello di non avere l’esperienza. Adesso questa esperienza la sta acquisendo di domenica in domenica, tutto il resto è estremamente positivo. Siamo contenti di aver fatto questa scelta, lui l’ha ripagata e oggi credo che sia uno dei migliori allenatori emergenti in circolazione”.
Scaroni sulla stagione del Milan
“Non è stata una settimana facile, ma resto fiducioso che raggiungeremo l’unico obiettivo che abbiamo sempre avuto fin dal primo giorno (la Champions League, ndr). Lo scudetto mi piace molto, io sono molto legato allo stadio del Sassuolo dove abbiamo vinto l’ultimo scudetto (seduto accanto a lui c’è l’ad neroverde Carnevali). Io non mi sono mai illuso facendo un po’ di matematica e vedendo anche come giocavano le squadra. La Champions League è un obiettivo importantissimo, compreso il fatto che il Milan non può non fare parte del palcoscenico internazionale”.