Chivu-Conte: ride meglio chi piange di meno. Mega Gila, piace anche al Cholo

Ride meglio chi piange di meno. Per esempio Chivu che sta per vincere il primo Scudetto al primo tentativo: piaccia o no, è un fatto. E diventa anche un passaparola da dedicare agli allenatori che piangono sempre, che non sono contenti e che anziché chiedere scusa per una stagione dispendiosa (non di energie ma di soldi spesi da parte del club…) pretendono anche di essere idolatrati.

Conte sta mischiando le carte come dice lui e come vuole lui, ma non può certo pensare che gli altri debbano credere alle sue favole. Gli hanno speso questo mondo e quell’altro, dopo l’indecente prestazione contro la Lazio avrebbe dovuto fare soltanto una cosa, presentarsi in sala stampa e chiedere scusa. Invece, ha continuato ad arrampicarsi sugli specchi. La frase “il secondo è il primo dei perdenti” pronunciata a pochi minuti dalla partita è stata una trovata da ultimo dei perdenti. E non all’altezza del suo grande curriculum. Sarebbe come se, all’interno di qualsiasi azienda, l’amministratore delegato svilisse con dichiarazioni improbabili una situazione già abbastanza (eufemismo) complicata. Conte ha una medaglia al petto per lo Scudetto vinto, amplifica la conquista della Supercoppa Italiana come se fosse una Champions, un bel tacer non fu mai detto.

Il caso Gasperini e la gestione societaria

La vicenda Gasperini ha molti aspetti in comune. Con la differenza che Gasp ha chiesto e non sempre ha ottenuto, la campagna acquisti è stata deficitaria e molto lenta per colpa di un direttore sportivo non pronto come Massara. L’aggravante, e che aggravante, è stata rappresentata dal fatto che Ranieri prima di una partita – quella contro il Pisa – abbia deciso di attaccare il suo allenatore piuttosto che stare muto. Dicono i difensori di Sir Claudio: “Ma era stato provocato dal suo allenatore il giorno prima in conferenza stampa”. C’è una distanza abissale tra quanto aveva detto Gasperini in relazione al mercato (con motivazioni condivisibili sulla lentezza e il naufragio relativo all’acquisto delle prime scelte) e la replica dello stesso Ranieri. I Friedkin, che hanno investito circa un miliardo nel club, sono liberi di prendere qualsiasi tipo di decisione. Ma se non tutelassero un allenatore che chiede solo di essere scortato per far rendere al meglio il suo lavoro, significherebbe non aver afferrato il concetto della continuità. Meglio: se i Friedkin pensassero che cambiare un allenatore (a maggior ragione bravo come Gasp) ogni sei mesi sia la panacea per risolvere qualsiasi problema, non si dovrebbero poi meravigliare di spese eccessive e abbastanza a casaccio senza raggiungere gli obiettivi.

Lazio e il caso Gila: futuro e mercato

La Lazio gioca stasera una partita importante, la semifinale di ritorno di Coppa Italia, che non può giustificare una stagione intossicata da mille fattori. All’interno di questo contesto c’è un gigante destinato a un futuro luminoso: non è passata inosservata l’ennesima prestazione da urlo di Mario Gila. Il vero peccato (per la Lazio) è che abbia un contratto in scadenza tra poco più di un anno, non essendoci margini per il rinnovo è normale che il valore del cartellino ne risentirà. Ne ho già parlato, ma è giusto ribadirlo: chi prende Gila fa un affare, il Milan – come già svelato – ci pensa da mesi, negli ultimi giorni si è informato l’Atletico Madrid. Se vuoi un difensore forte, tecnico, dal grande fisico e dal rendimento strepitoso, sai dove rivolgerti. E se perdi l’autobus, non potrai avere alcun tipo di alibi.

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