Milan, dura contestazione prima della sfida contro l’Atalanta. Il comunicato e la protesta

Fuori e dentro lo Stadio di San Siro esplode la contestazione dei tifosi del Milan contro Giorgio Furlani: cori, striscioni e un lungo comunicato della Curva Sud accusano la dirigenza di scarsa ambizione e chiedono cambiamenti immediati ai vertici del club rossonero storico.

La serata di Milan–Atalanta è stata preceduta da una dura contestazione dei tifosi rossoneri contro la dirigenza e, in particolare, contro l’amministratore delegato Giorgio Furlani e il proprietario Gerry Cardinale. Fuori e dentro Stadio San Siro, la protesta ha accompagnato l’avvicinamento alla partita con cori, striscioni e una coreografia che non ha lasciato spazio a interpretazioni.

Giorgio Furlani, AD del Milan
Giorgio Furlani

La scritta della Curva Sud

All’esterno dell’impianto milanese i sostenitori hanno preso di mira la società con slogan e fanzine distribuite dalla Curva Sud, mentre all’interno dello stadio è comparsa una scritta luminosa composta con le torce: “GF OUT”. Un messaggio diretto che identifica Furlani come principale responsabile della crisi tecnica e dei risultati del club.

Il comunicato diffuso prima della partita

Il lungo comunicato diffuso dagli ultras ripercorre il percorso degli ultimi anni, partendo dal ricordo dello scudetto conquistato quattro stagioni fa: “Esattamente quattro anni fa festeggiavamo uno degli scudetti più belli della storia del Milan… E oggi, dopo quattro anni, dove siamo arrivati?”. Una domanda che sintetizza il senso di smarrimento del tifo organizzato, convinto che quel progetto vincente sia stato smantellato: “Quella squadra vincente è stata smantellata completamente da una dirigenza totalmente incapace e incompetente”.

Nel mirino della Curva Sud c’è soprattutto la gestione societaria: “Giorgio Furlani resta caparbiamente in piedi sulle macerie del suo fallimento sportivo”. I tifosi accusano la proprietà di privilegiare l’aspetto economico rispetto all’ambizione sportiva, parlando di una visione “esclusivamente finanziaria e speculativa basata sul solo tornaconto economico”.

I punti della contestazione

Il comunicato insiste anche sul rapporto deteriorato con la tifoseria. “Oggi siamo di fronte a uno stadio svuotato di qualsiasi sentimento e privo di quell’anima che lo ha sempre reso unico”, si legge nel testo. Un passaggio che sottolinea la distanza tra club e sostenitori, aggravata da decisioni ritenute impopolari su biglietteria e gestione dello stadio.

Tra le accuse più forti c’è quella di aver ridimensionato le ambizioni sportive: “Come può esistere un Milan che non lotta per lo scudetto e si accontenta del secondo, terzo, quarto posto?”. La Curva denuncia anche l’ossessione per i ricavi della Champions League: “Non si può accettare che il più grande traguardo sia il piazzamento Champions per incassare gli introiti”.

Il comunicato si conclude con una richiesta esplicita: “È giusto che Giorgio Furlani faccia le valigie e vada via dal Milan”. Un messaggio netto che sintetizza la protesta di una tifoseria delusa, ma pronta a continuare a sostenere la squadra: “Noi ci siamo sempre stati e ci saremo sempre nel bene e nel male”.

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