Giuseppe Marotta e Cristian Chivu hanno aperto in conferenza stampa la stagione 206/2027 dell’Inter ecco le loro parole.
Così Marotta: “Privilegio iniziare oggi la stagione sportiva, visto soprattutto che siamo campioni in carica di Scudetto e Coppa Italia. Due vittorie sofferte, frutto del lavoro, senso di appartenenza, capacità del mister. Per questo ringrazio anche la nostra squadra dirigenziale, Ausilio, Baccin, Zanetti, il dottor Volpi e tutti quanti. Abbiamo giustamente degli obbiettivi, oggi si ricomincia. Saremo l’unica squadra italiana che partecipa a quattro competizioni, compresa ovviamente Inter-Lazio di Supercoppa. Obbiettivi prestigiosi, dovremo performare meglio in Champions. Lo scorso anno siamo usciti col Bodo, fa parte del gioco. È una competizione dove ci confrontiamo con corazzate a livello di investimenti profusi dai club. Sappiamo che ci sono difficoltà che potremo sopperire con la cultura del lavoro.
Nello sport esiste la legge di chi riesce a sostituire magari il denaro con la gestione e le idee. Siamo campioni in carica dello Scudetto: in Italia dal 2020 ad oggi nessuno ha vinto due scudetti di fila. Questo è un obbiettivo. Immaginare di rivincere lo scudetto sarebbe un traguardo storico. Il nemico interno è la sindrome della vittoria, una sorta di appagamento che noi dobbiamo combattere. Dobbiamo mantenere la fame e l’ambizione alta. Vincere attraverso la sostenibilità. Ringrazio appunto la proprietà, che ci è sempre stata vicina. Ora siamo in una situazione solida rispetto a prima. L’importante è dare tutto, se altri saranno più bravi di noi riconosceremmo il marito di altri. Non ci nascondiamo dietro frasi del tipo “vogliamo arrivare tra le prime quattro”. Vogliamo sempre puntare al massimo. La sostenibilità deve essere anche sportiva. Un orgoglio che abbiamo è che andiamo avanti anche sulla valorizzazione sul settore giovanile, che magari altri club non riescono. Siamo contenti del modello che rappresentiamo”.

Parola a Chivu
Così l’allenatore sulla nuova stagione: “Voglio trasmettere motivazione. Ritrovarla e aggiungere qualcosa è la cosa più importante. Non deve bastare mai. È vero che è stata la stagione importante. Non vogliamo fermarci qui. Io cercherò di fare il meglio, per trovare stimoli giusti e trasmettere entusiasmo. E cercare di fare meglio rispetto all’anno scorso. Prima di tutto abbiamo una rosa competitiva. Chi negli anni ha fatto vedere la qualità e la voglia di stare in questa società. Il mercato è sempre funzionale. Tutti noi vogliamo mantenere un livello di competitività molto alto”
Sugli italiani out dal mondiale e gli addi di calciatori esperti: “Sicuramente avrebbero preferito essere in America. Sono rientrati oggi, ci siamo visti poco. Abbiamo pranzato insieme. Stanno bene, siamo motivati. Dobbiamo ringraziarli, hanno fatto tanto. Abbiamo a disposizione un gruppo di giocatori di esperienza e di gioventù. Aspettiamo chi ha fatto il mondiale, alcuni sono ancora coinvolti. Faremo di tutto per mantenere un livello alto di competitività”
Il ruolo di Diouf: “Ho questa pazza idea di farlo diventare quinto. Ha questa imprevedibilità, voglia di puntare l’uomo. Non voglio togliergli certezze. Vorrei insegnargli tante cose, con il mio staff. Poi alcune partite dove sarà accontentato da mezzala”
Inter, ancora Marotta
Marotta su Khalaili: “In italia c’è una legge sulla tutela della salute molto severa. Questa è una situazione di causa di forza maggiore a cui dobbiamo attenerci, perché parliamo di tutela della salute. Comunichiamo questo con grande rammarico. Ci dispiace, ora penseremo alle alternative”.
Marotta sul caso Palestra: “Il caso Palestra è frutto di una scelta fatta dal giocatore che è venuto meno a un impegno verbale assunto nel mese precedente. Il suo agente forse poteva avere un ruolo più consistente nel determinare la scelta da prendere, invece ha scelto di portarlo in un campionato diverso dal nostro” Poi ancora così: “Noi l’accordo con l’Atalanta lo avevamo già raggiunto e appena trovato quello con il giocatore l’operazione si sarebbe chiusa. C’è stata una scelta definiamola di vita, criticabile o meno io ho già espresso il mio pensiero. Quando ci si avvicina a certi giocatori le valutazioni schizzano in alto. Non è solo l’Inter però, è tutta l’Italia che ha questo. Ci deve essere sempre una logica dietro le operazioni di mercato. Come squadre italiane non siamo competitivi, dobbiamo metterci creatività”
Marotta sul prossimo CT dell’Italia: “Il 70% dei diritti al voto hanno stabilito che Malago doveva essere presidente. Dopodiché dalla sua esperienza ha fatto una scelta, quella di affidare un ruolo direttivo e strategico a due profili come Maldini e Leonardo. Sono sicuro che faranno tutti l’interesse della nazionale, per far tornare l’Italia a partecipare al Mondiale”