Marotta cambia idea ogni 4 mesi ma a Galliani non conviene la guerra a Malagò

Adriano Galliani è troppo furbo e intelligente per cadere nella trappola che, involontariamente, gli ha preparato Beppe Marotta.

Il Presidente dell’Inter che cambia idea ogni 4 mesi. A giugno era stato il fautore della candidatura a Malagò, oggi ad ottobre in vista di dicembre decide che Malagò è da buttare e cerca un’alternativa forte.

Marotta cambia idea sulla candidatura di Malagò

Poi capite perché il nostro calcio è morto e ha perso di appeal. Se chi comanda e decide cambia idea ogni 4 mesi non ne verremo mai a capo.

Malagò è invecchiato più da giugno ad oggi che in 15 anni di Coni. Questo la dice lunga sulla stabilità del nostro pallone. Cosa è successo per far cambiare idea a Marotta che si trascina Percassi e altri 6/7 club? Marotta ha capito che se il potere si sposta a Roma diventa complicato anche per l’Inter? Non crediamo.

Galliani e i rischi di una sfida a Malagò

Sta di fatto che Galliani, superati gli 80 anni, non può tesserarsi per un club dilettantistico per provare a diventare Presidente della FIGC. Un discorso era una fase transitoria, un discorso era fare il commissario ma sfidare Malagò sarebbe controproducente per un Dirigente che nel calcio ha vinto tutto con il Milan. Verrebbe da dire: ma chi te lo fa fare? Sfidare Malagò a Roma è come iniziare una scalata dell’Everest. A che pro? Dopo tutto questo macello combinato da Abodi e dal Coni; abbiamo visto com’è finita.

Oggi la Lega di serie A dovrebbe fare la Lega e far decidere la politica a Simonelli e De Siervo. Se invece comanda Marotta diciamo a tutta Italia che è lui il Presidente di Lega e ce ne facciamo una ragione. Sta emergendo un quadro davvero stucchevole dietro alle operazioni della presidenza federale. Comanda Marotta e le strategie le decide il numero 1 dell’Inter.

Quindi se la Lega deve parlare con Aia, Aic, Lega B e Lega C chi detta la strategia? Marotta? Beppe dovrebbe fare un passo indietro anche per il bene dell’Inter perché sappiamo come funziona la politica e oggi Marotta deve tutelare la sua società in caso di vittoria di Malagò a dicembre. La Lega non ha bisogno di tutor, ci sono Simonelli e De Siervo che sono fin troppo capaci per fare la politica sportiva.

Presidenza FIGC: gli accordi di Malagò e il possibile terzo candidato

Malagò, intanto, chiude gli accordi strategici. Con Marani dovrebbe essere tutto confermato, la posizione della LND è in bilico e la sorpresa di un eventuale terzo candidato spaccherebbe il fronte a favore di Giovannino. In sintesi: se si candida Galliani c’è il rischio di un terzo candidato. Se Galliani non si candida si va avanti con Malagò unico candidato.

Il vero sogno sarebbe una candidatura di Marotta a Presidente della FIGC. Se gli piace così tanto Roma è giusto che si candidi in prima persona senza giochi di potere e sgambetti da dietro. Altrimenti è rosso. Senza neanche andare al Var.

 

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