E’ uno dei nostri cavalli di battaglia ma la nostra unica speranza si chiama Giovanni Malagò. Uno che nel calcio ci sta entrando in punta di piedi e infatti stanno provando a farlo fuori perché ha iniziato, da Presidente prima e Commissario poi, a mettere le mani nella marmellata. Anche se il colore non è proprio quello.

Malagò e il cambio di fronte delle associazioni
Come mai le associazioni dei calciatori e allenatori si sono schierate con Malagò a giungo e si schierano contro a dicembre? O dovete fare pace col cervello oppure viene confermato un sistema mafioso all’interno del calcio che deve finire. Malagò arriva da Coni e Cio. Diciamocelo chiaramente: il sistema lo schifa anche perché è consapevole che qui o ti presti a determinati giochi di potere o sei morto.
La retromarcia di Marotta e il ruolo di Galliani
E da qui si spiega anche la retromarcia di Beppe Marotta. Il piano di Marotta è semplice: Galliani, vista l’età, Presidente per 2 anni e poi sarà lui stesso a candidarsi a Presidente Federale con l’Avvocato Viglione segretario generale. Adriano Galliani è un grande dirigente e anche se ha superato gli 80 resta un simbolo del nostro calcio.
Il fondo pensionistico dei calciatori e le nomine nell’AIA
Malagò è chiamato a far saltare il banco, se davvero vogliamo cambiare il calcio. Il Commissario federale ha la forza per azzerare AIC e AIA. Se Malagò andrà avanti sul fondo pensionistico dei calciatori scatarrano le manette. C’è chi invece vuole far tacere tutto ciò che è accaduto in questi ultimi 25 anni.
Con Orsato, l’Aia ha apparentemente risolto i problemi di campo ma non ha risolto i giochi di potere dietro la scrivania. Come votano le commissioni e cosa c’è dietro ogni promozione. Abbiamo spesso fatto nomi e cognomi anche nel libro nero del calcio italiano ma è giunta l’ora che a scendere in campo non sia più la procura federale ma la Procura della Repubblica. Perché il calcio è estraneo ad indagini vere della giustizia ordinaria?