Da non credere, Michael Schumacher tradì la Ferrari: il retrocena spiazza i tifosi

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Da non credere, Michael Schumacher tradì la Ferrari: il retrocena spiazza i tifosi. L’ex epta campione del Mondo di Formula 1 compì un gesto finora inedito

Sono trascorsi otto anni e mezzo da quella tragica e sfortunatissima caduta sugli sci che di fatto mise uno stop alla vita di Michael Schumacher. L’ex pilota tedesco, per ben sette volte campione del mondo di Formula 1, sbattendo la testa su un sasso nascosto dalla neve entrò in un tunnel da cui non è più uscito.

Schumacher
Michael Schumacher (LaPresse)

La sua famiglia, la moglie Corinna e i due figli sono riusciti a custodire il dramma che l’ex pilota sta vivendo ormai da quasi nove anni tenendolo ben lontano da occhi indiscreti. I due figli che nel frattempo sono diventati adulti non perdono occasione per esprimere tutto il proprio dolore per questi lunghi anni di sofferenza.

Nel frattempo, emergono indiscrezioni e retroscena del periodo precedente alla disperata caduta di capodanno 2013, notizie risalenti agli anni d’oro di Michael Schumacher quando era considerato il più grande pilota di tutti i tempi.

L’ultima di qualche ora fa non potrà non provocare un briciolo di disappunto nei tantissimi tifosi della Ferrari che hanno eletto il pilota di Kerpen come loro idolo incontrastato.

Michael Schumacher tradì la Ferrari: nel 2004 acquistò una Porsche

Porsche
Porsche Tag (Ansa)

Una casa d’aste ha appena svelato un segreto custodito per 18 anni. Nel 2004, poco prima di conquistare il settimo titolo mondiale della sua carriera, il quinto con la Ferrari, una società facente capo allo storico manager di Schumi, Willi Weber, acquistò una Porsche Carrera GT per conto di Michael Schumacher che era quindi di fatto il vero proprietario del veicolo.

Il fuoriclasse tedesco non rivelò mai ufficialmente di possedere quella vettura nel suo parco macchine e, fin quando ne fu in possesso (cioè fino al 2008), fu sempre molto attento a non farsi vedere in giro con quella automobile che ancora oggi è griffata con il suo  logo sia nella parte posteriore che sul cruscotto.

Il motivo di tanta riservatezza riguardo alla proprietà questa splendida macchina era legato alla voglia di tenerla nascosta alla casa che in quel momento era il suo datore di lavoro, cioè proprio la Ferrari che non avrebbe accolto di buon grado il fatto che il suo pilota di punta avesse improvvisamente acquistato una vettura della concorrenza.