L’arbitro Taylor va cacciato. Italia: anatomia di un fallimento. Le rivoluzioni mercato di Juve e Napoli

Va avanti il meglio che c’è in Europa, su questo non c’è dubbio: tre grandi (Francia, Spagna, Inghilterra) e una piccola (Olanda) che è anche una scuola di calcio. Si raccoglie ciò che si semina. La Spagna soprattutto è la vera affermazione di un metodo che coinvolge un intero movimento dalle giovanili ai grandi club. Dietro la Spagna vedi una qualità e una disciplina tattica che non esiste altrove. Francia e Inghilterra fanno riferimento al talento che arriva da ogni parte del mondo mentre l’Olanda continua ad essere un’università da cui attingere a piene mani senza mai impoverire il movimento che c’è alle spalle. Da questo Europeo arrivano indicazioni precise. Dobbiamo cambiare per costruire qualcosa e non per punire presidente federale o selezionatore. Siamo diventati arruffoni e pretendiamo di mettere in campo delle nozioni apprese come orecchianti. Siamo pochi, malandati e senza idee. Ci sarebbe tutto da rifondare, altro che piano triennale e prossimi impegni da onorare. Una piccola parentesi sull’Europeo la conquista, però, il settore arbitrale che non merita un arbitro come Taylor, recidivo e assolutamente pessimo. Ci meraviglia che un rigore solare per fallo di mano non sia stato nemmeno rilevato dal Var e ci convince ancor meno la spiegazione completamente fuori luogo offerta da Rosetti e Uefa. In questo modo si delegittima la tecnologia e si autorizza la gente ai peggiori sospetti. In ogni caso basta con Taylor. Chiusa questa pessima pagina arbitrale è meglio rituffarsi sul campionato e sulle grandi trasformazioni dei club. Da Juventus e Napoli arrivano le indicazioni più forti. La Juve è sempre fra le più scatenate anche se bisognerà ancora attendere qualche giorno per capire le decisioni di e su Rabiot così come la caccia al vice Vlahovic che passerebbe da Abraham mentre va registrata l’ufficialità sul portiere Di Gregorio. Il metodo Giuntoli è molto chiaro: si procede con cura in ogni settore continuando una rivoluzione per nulla annunciata e assolutamente travolgente. Si punta sui giovani? Macché servono come contropartite per arrivare ai giocatori come Douglas Luis che servono a Motta. E non si cede un centimetro sulle trattative. Se Rabiot scalpita sui soldi è libero di andar via. Come chiunque non abbracci un progetto che coinvolge anche rinnovate motivazioni da trovare nello spogliatoio. Sinceramente a sentire le parole di Elkann di poche settimane fa ci era sembrato tutt’altro rispetto a quanto sta facendo sul campo Cristiano Giuntoli. Aspettiamoci altre sorprese. Grane, più che sorprese sono attese per Antonio Conte, anch’egli deciso e non mollare su nulla, da Di Lorenzo a Kvara. Sul secondo si dovrà ancora attendere per arrivare a una conclusione convincente
Paolo De Paola

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