Bonny all’Inter: cosa c’entra Eto’o. Retroscena clamoroso sull’ingaggio

Dopo gli addii di Arnautovic e Correa, l’Inter si è rifatta il look in attacco: l’arrivo di Chivu e l’acquisto di Bonny hanno portato una ventata di aria fresca in nerazzurro.

Arrivato la scorsa estate all’Inter, dal Parma, uno dei fedelissimi di mister Chivu, si è rivelato, fino a questo momento, il miglior colpo estivo del duo MarottaAusilio. Quindici presenze e quattro gol tra tutte le competizioni, l’attaccante francese si è raccontato a ‘La Gazzetta dello Sport’. “Dopo i primi 5 mesi qui ho capito che serve tempo per capire dove sei, per realizzare quanto grande sia questo club. L’Inter è molto esigente, ti chiede sempre di più, ma mi trovo benissimo e imparo. L’anno scorso, in Parma-Inter, quella del 2-2, Bastoni mi butta giù e mi dice: ‘Il prossimo anno vieni da noi…’. Sembrava un avvertimento, ma mi ha fatto piacere. Lui, Bisseck, Acerbi si fanno sentire in allenamento, aiutano a spingerti oltre”.

Ange-Yoan Bonny, attaccante dell’Inter (Screen X)

Bonny e la prima maglia dell’Inter

“È la prima maglia che mamma ha comprato quando ho iniziato la scuola calcio. Mi ha convinto a indossarla dicendomi che era della squadra di Eto’o, il mio idolo. Forse era un segnale, chissà”.


Tra i tanti temi affrontanti dall’attaccante francese anche la stracittadina di Milano che si disputerà il 23 novembre a San Siro e l’importanza anche dell’allenatore rumeno che l’ha voluto fortemente in nerazzurro: “Come fascino e grandezza vale Barça-Real. Mi sono rimasti in testa certi duelli come quello tra Dumfries e Theo. Sono due grandi squadre che non si odiano, ma in quei 90’ è una battaglia. Speriamo che, alla fine, tutto si colori di nerazzurro… Chivu? Per me è importantissimo. A Milano il mister è la stessa persona vera che era a Parma, ha lo stesso modo di fare e di comunicare. Mi chiede sempre di essere disponibile per gli altri, di giocare prima per la squadra”.

L’importanza di Thuram

“Ce ne sono tanti, ma con chi parla francese come Mkhitaryan è più facile. Marcus Thuram mi aiuta tanto e non solo da quando siamo compagni: già a Parma i suoi consigli sono stati preziosissimi. Mi spinge oltre, come anche i compagni italiani: vogliono che dia sempre il massimo senza cali”.


Bonny esalta per concludere l’attacco nerazzurro: “Vorrei avere la fame sotto porta di Lautaro: essere alla sua età il quarto marcatore della storia dell’Inter è straordinario. Lui vuole sempre segnare, che sia un gol bello o brutto non conta. Marcus, invece, sa fare tutto: gol, dribbling, assist. Forse con lui ho qualche similitudine di più, ma siamo diversi e possiamo giocare insieme. Vorrei prendere qualcosa anche da Pio, pochi difendono la palla come lui”.

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