Clamoroso botta e risposa da un continente all’altro che riguarda Xavi, Leo Messi e Joan Laporta. A scatenare il caos una intervista rilasciata dall’ex regista blaugrana, che parlava del mancato ritorno da parte del fuoriclasse argentino nel club catalano. Poi le smentite.
Clamoroso botta e risposta in casa del Barcellona, quando ormai siamo a pochi giorni dall’arrivo delle elezioni per la nomina del nuovo presidente. A scatenare il caos una intervista rilasciata dall’ex centrocampista ed allenatore dei blaugrana, Xavi Hernandez, che ha criticato Joan Laporta, reo a suo dire di aver impedito il ritorno di Leo Messi (già al centro dell’attenzione per l’incontro con Trump) nel 2023. Una versione però smentita dai diretti interessati. Vediamo cosa è successo.

Caos fra Xavi, Messi, Laporta: cos’è successo
In un’intervista rilasciata a La Vanguardia, Xavi Hernández ha criticato duramente Joan Laporta, attuale candidato alla rielezione come presidente del Barcellona. L’ex centrocampista e allenatore blaugrana, oggi vicino al candidato Víctor Font, ha raccontato la propria versione sulla mancata operazione che avrebbe potuto riportare Lionel Messi (che intanto ha raggiunto 899 gol in carriera) al club nell’estate del 2023.
Secondo Xavi, l’accordo con il fuoriclasse argentino era praticamente definito. “Leo era d’accordo a firmare. A gennaio 2023, dopo aver vinto il Mondiale, ci siamo messi in contatto e mi ha detto che voleva tornare, e io già lo immaginavo in squadra. Abbiamo parlato fino a marzo e gli ho detto: ‘Bene, quando mi dai il via libera, lo comunico al presidente perché, dal punto di vista calcistico, ci credo”.
Il tecnico ha poi spiegato che le trattative con il padre del giocatore erano già iniziate e che non mancava nemmeno l’ok della Liga. Tuttavia, l’operazione sarebbe stata bloccata dal presidente. “Il presidente ha iniziato a negoziare il contratto con il padre di Leo e avevamo il via libera della Liga, ma è stato il presidente a far saltare tutto”. Xavi ha aggiunto anche il motivo che gli sarebbe stato riferito direttamente da Laporta: “Laporta mi ha detto letteralmente che se Leo fosse tornato, gli avrebbe ‘fatto la guerra’ e che non poteva permetterselo“.

Messi-Barcellona, Laporta smentisce Xavi
Nel dibattito elettorale organizzato dal Gruppo Godó, l’ex presidente del Barcellona, Joan Laporta , ha dato la sua versione dei fatti sul fallito tentativo di riportare Lionel Messi al club nel 2023.
Laporta ha spiegato che, dopo aver appreso della volontà del giocatore di valutare un ritorno, il club ha addirittura inviato una proposta di contratto ai suoi rappresentanti. “Nel 2023, Xavi mi ha detto che Messi voleva tornare e a marzo ho inviato il contratto a Jorge Messi“, ha dichiarato l’ex presidente.
Secondo Laporta , il padre e l’agente del calciatore si recarono in seguito a casa sua per discutere della questione, ma in quella conversazione espressero dubbi sull’ambiente che l’argentino avrebbe trovato a Barcellona. “Poi venne a casa mia e mi disse che qui avrebbe subito troppa pressione e che aveva delle offerte. E andò a Miami“, ha dichiarato l’attuale candidato alla rielezione, indicando che questo fattore alla fine raffreddò l’accordo.
Messi-Barcellona, anche Tebas smentisce Xavi
Anche il presidente della Liga, Javier Tebas, ha smentito l’intervista di Xavi dicendo la sua in merito alla questione che sta tenendo banco in Spagna.
Queste le parole di Tebas in merito: “La Liga non ha autorizzato assolutamente nulla in merito al ritorno di Messi nel 2023. Non è vero”.
Spunta intanto anche una intervista rilasciata da Messi (che potrebbe chiudere la carriera in Argentina) a Sport risalente a due anni fa, ovvero nell’estate incriminata: “Se volevo tornare? Non vedevo l’ora, l’ora di tornare. Ma, d’altra parte, dopo aver vissuto quello che ho vissuto, l’uscita che ho avuto… non volevo passare di nuovo attraverso la stessa situazione e dover aspettare di vedere cosa sarebbe successo. Non volevo lasciare il mio futuro nelle mani di altri. In qualche modo, volevo prendere la mia decisione pensando a me, alla mia famiglia. Anche se ho sentito che si diceva che la Lega aveva accettato tutto e che andava tutto bene per il mio ritorno… mancavano ancora molte altre cose. Ho sentito che dovevano vendere giocatori o abbassare lo stipendio dei giocatori e la verità è che non volevo passare attraverso questo”.