Missione complicata per la Fiorentina, che è chiamata a rimontare 3 gol al Crystal Palace in Conference League. Ecco le probabili formazioni.
Missione complicata per la Fiorentina, che è chiamata a rimontare 3 gol al Crystal Palace in Conference League. Paolo Vanoli si affiderà alla miglior formazione possibile ma ci sarà comunque qualche cambio, bisogna almeno pareggiare il risultato dell’andata. Ecco le probabili formazioni.

Fiorentina-Crystal Palace, le probabili
FIORENTINA (4-3-3): De Gea; Comuzzo, Pongracic, Ranieri, Gosens; Ndour, Fagioli, Mandragora; Solomon, Piccoli, Gudmundsson. All. Vanoli
CRYSTAL PALACE (3-4-2-1): Henderson; Richards, Lacroix, Canvot; Munoz, Wharton, Kamada, Mitchell; Sarr, Yeremi Pino; Mateta. All. Glasner
Le parole di Vanoli in conferenza
Vanoli ha parlato così in conferenza stampa in vista di Fiorentina-Crystal Palace: “Si prepara come la dobbiamo preparare, con la testa libera sapendo che dobbiamo fare un’impresa. Conta la testa, conta la voglia. Serve andare oltre le situazioni tattiche. Quindi con coraggio e liberi di testa. Proveremo a rischiare qualcosa in partita, ma ne deve valere la pena. Siamo stati bravi a venire qua e dobbiamo fare bene davanti alla nostra gente. Mi sarebbe piaciuto affrontare questi quarti con la squadra al completo ma abbiamo dimostrato con la Lazio che quando sei squadra riesci ad andare oltre i tuoi limiti“.

Sulla gara di domani
Che Fiorentina vorrebbe vedere domani, anche in previsione del Lecce: “Questi ragazzi hanno sempre dato tutto: voglio che tutti provino a dare ciò che hanno nelle corde. Devono avere la libertà di giocare a calcio. Questa partita ci deve portare a questo, poi dovremo stare attenti perché affrontiamo una squadra che punta a vincere la Conference. Sappiamo che squadra è. Dobbiamo entrare concentrati e provare a fare un’impresa. Dobbiamo invece uscire dal campo sapendo che abbiamo dato tutti“.
Ha preparato qualcosa di diverso rispetto alla gara d’andata: “Io sono convinto di quello che ho detto dopo la partita, ho fatto rivedere alla squadra i primi 20′ prima del rigore. Ci hanno condannato gli episodi, così come in campionato. Ma in campo internazionale, specie se giochi contro una squadra di Premier, ogni mezzo episodio lo paghi. A noi nel sorteggio è capitata una squadra forte ma questo è il bello del calcio“.
Sul suo futuro
Sente di meritare la conferma sulla panchina della Fiorentina: “Quando sono arrivato qua, la proprietà mi ha chiesto di salvarci, era questa la priorità. Nessuna squadra si era mai salvata dopo 11 turni senza vittorie. Io sono concentrato su quello. A me poi il campo internazionale piace tantissimo perché ti dà uno status importante e dobbiamo essere pronti ogni 3 giorni, quindi a ruotare la squadra. Poi so che all’interno della squadra ci sono delle qualità tecniche e so anche che possiamo anche giocare meglio. Se mi merito di restare? Il mio compito non è finito, io voglio arrivare a fine stagione sapendo di aver fatto qualcosa di importante. Io ho sempre avuto una società che mi ha dato una fiducia totale“.
Ma quanto le piacerebbe iniziare la stagione dall’inizio con la Fiorentina: “La mia voglia massima da allenatore è l’ambizione. L’ho dimostrato in questo breve percorso, ma anche a Venezia e a Mosca e Torino. La società mi ha dato massima fiducia, sia Ferrari che Goretti ma anche Paratici da quando è arrivato. Ora voglio chiudere questo percorso, sono concentrato anche su questo sogno che vogliamo avere domani sera. Ma non voglio che il mio futuro sia condizionato da una gara di Conference. Io credo a questa partita, dobbiamo dare tutto“.
Cosa le aveva chiesto la società a livello europeo quando è arrivato: “Sappiamo che la Conference mette in palio la qualificazione all’E. League e il nostro obiettivo è sempre stato quello di far bene. Però bisogna essere anche realisti: quando un club cambia allenatore e hai 4 punti in classifica… abbiamo parlato solo di campionato, la priorità era quella di rimettersi in carreggiata. Poi è chiaro che la storia dica che la Fiorentina deve far sempre bene in Europa. Le stagioni brutte io le ho vissute e la cosa importante era far passare la paura“.