Smantellata un’organizzazione criminale dedita allo spionaggio informatico: tra le vittime vip e calciatori. Contestati i reati di associazione a delinquere e corruzione.
Una vasta operazione della Polizia di Stato ha smantellato un’associazione criminale dedita allo spionaggio informatico. Secondo quanto reso noto dalla Procura di Napoli, si verificava “un controllo alle banche dati, attraverso accessi abusivi, informazioni riservate di calciatori, su imprenditori, gente dello spettacolo, cantanti e attori e vendevano queste informazioni ad alcune agenzie”.
L’inchiesta, coordinata dal procuratore Nicola Gratteri, ha svelato un giro d’affari illecito alimentato da due poliziotti “infedeli”. In soli due anni, i due agenti hanno effettuato ben 730.000 accessi illegittimi alle banche dati (rispettivamente 600.000 e 130.000), nessuno dei quali supportato da ragioni investigative. Vincenzo Piscitelli, a capo del pool cyber-crime, ha confermato che proprio questo “massivo accesso” ha dato il via agli accertamenti.

I dettagli dell’operazione
Le intrusioni avvenivano tramite le credenziali personali degli agenti. Esisteva un vero e proprio “tariffario” per la compravendita dei dati sottratti. Sono decine gli indagati coinvolti. Il bilancio include 4 arresti, 6 ai domiciliari e 19 obblighi di firma. I reati contestati vanno dall’associazione per delinquere finalizzata all’accesso abusivo ai sistemi informatici, alla corruzione e rivelazione del segreto d’ufficio. Il blitz è scattato all’alba di mercoledì 13 maggio, interessando diverse città tra cui Napoli, Roma, Ferrara, Belluno e Bolzano.