Ferrari Luce: cinque motivi per cui tutti ne parlano (male). Ma è davvero da bocciare?

Nelle ultime ore è l’argomento da copertina di qualsiasi approfondimento automobilistico economico e sociale: la nuova Ferrari Luce, il primo modello cento per cento elettrico prodotto dal Cavallino. Tanti l’hanno bocciata a priori, senza possibilità d’appello, e la Borsa per prima non ha concesso sconti facendo crollare il titolo subito dopo il reveal. Ma perché Luce non piace così tanto e a così tanti? Abbiamo provato a capirlo in cinque punti schematici.

Ferrari Luce

Elettrica. Quattro motori, gestione indipendente di ciascun asse, più di 1.000 CV di potenza, trazione integrale, da 0 a 100 in soli 2,5 secondi, architettura 800 volt, batteria da 122 kWh, autonomia di 520 km, ricarica ultra-rapida fino a 350 kW, distribuzione dei pesi ottimale. Siamo davanti ad un pacchetto tecnico straordinario, ma il peccato originale della Ferrari Luce è quello di essere la prima vettura solo elettrica prodotta a Maranello. Perché l’elettrico, oggi e nonostante tutto, ancora spaventa e poco convince, e se “anche la Ferrari diventa elettrica” allora la diffidenza, mista ad antipatia, è un dazio da scontare già in partenza.

Design non italiano. La collaborazione con LoveFrom di Jony Ive è finita sul banco degli imputati. I “padri” stilistici degli iphone della Apple sono stati accusati di aver trasformato la nuova Ferrari in un cellulare, appunto, su quattro ruote. Ma è davvero così brutta? O semplicemente l’audacia va compresa e non, immediatamente, condannata? L’Italia è il Paese del bello e la Ferrari, per prima, in tutti questi decenni ne ha tratto i benefici. Forse è questo il vero punto: Luce è un’auto di concezione, non solo realizzazione, distante dagli stilemi tipici italiani. Quelli che tutti, da sempre, si aspettano in una Ferrari.

Tradizione. Un elemento che si collega, a filo doppio, con i primi due punti sopra elencati. Una Ferrari che cambia, che si allinea alle nuove tendenze e richieste del mercato, è una Ferrari che non piace, perché spaventa i più integralisti, costringendoli a dover fare i conti con un Mondo che sta profondamente modificando. Perché la Ferrari è uno pilatro di tradizione sotto il quale, tutti, vorrebbero restare al sicuro.

Invidia. Spieghiamola bene. La Ferrari è uno degli “oggetti per pochi” più riconosciuti al Mondo, uno status immortale che tutti coloro che non possono permettersi di averla devono sapere che esiste. Una Ferrari dalle forme e dall’identità più “quotidiane”, come Luce, scalfisce quell’idea, nonostante costi altissimi (come diremo sotto) e tecnologie (come detto al primo punto) di assoluta qualità.

Prezzo. Oggettivamente alto, anche per una Ferrari. I 550 mila euro di Luce la piazzano in cima alle auto più costone dell’attuale gamma di Maranello (Testarossa, seconda, a 460.000 euro). Non solo, siamo su cifre significativamente superiori al prezzo medio di vendita di Ferrari per il primo trimestre 2026 (che è di 453.000 euro). Logico che i vertici del Cavallino non siano voluti sbilanciare su potenziali volumi di vendite.

Banner blu di Sportitalia con invito ad aggiungere il sito alle Fonti Preferite di Google
Change privacy settings
×