Il Ministro senza portafoglio che mette le mani negli altri portafogli

Il Ministro senza portafoglio è un membro del governo che non è a capo di un ministero e non dispone di un proprio budget ma questi ministri fanno a tutti gli effetti parte del Consiglio dei Ministri. Non è complicato capirne il significato. Basta andare su google.

Il Ministro dello Sport è una figura ambigua ma in un Paese come il nostro ci sta ed è utile. Se il lavoro viene svolto a dovere. Un Ministro dello Sport deve saper dialogare con tutte le Federazioni e deve farsi carico e portavoce dei problemi delle Federazioni e agevolare il lavoro con il Governo.

Il ruolo del Ministro dello Sport tra politica e federazioni

In sintesi: la Meloni deve pensare a Trump e ai problemi seri dell’Italia. Il Ministro dello Sport deve andare a vedere le finali di Sinner, deve andare a stringere le mani al GP di Monza e deve andare a vedere i Mondiali di calcio. Ah, no. Scusate. Inutile andarci, l’Italia è in spiaggia.

Andrea Abodi non è un politico ma un manager. Ex Presidente della Lega di serie B, in questo momento la Lega più in difficoltà e ai minimi storici di visibilità, alla guida c’è Bedin, ex braccio destro in Lega di Abodi.

Il Ministro, però, ora deve dialogare con Malagò, Presidente FIGC. Ufficialmente ha iniziato a farlo anche se gli ha messo mille sgambetti per farlo cadere. E’ stata una lotta romana di potere dove l’ha spuntata il Circolo Aniene di Giovanni che adesso sarà giudicato dal grande pubblico per la scelta del nuovo CT.

Se fa l’accoppiata Conte-Maldini ha vinto. Se farà Conte-Chiellini andrà bene lo stesso, se farà Mancini-Oriali mi butto dalla finestra a piano terra del mio ufficio.

Il caso dei fondi sottratti alla Serie C

Torniamo ad Abodi. Il Ministro senza portafoglio che ha messo le mani nel portafoglio della serie C. L’ha fatto di nascosto, nessuno sapeva nulla, si è inventato una manovra della quale non erano al corrente neanche i Presidenti delle varie Leghe, sfruttando il vuoto di potere che c’era in FIGC a pochi giorni dal voto romano.

Siamo alla follia. Una Lega composta da 57 città della Provincia, dove i soldi sono già una miseria. Dove dalla Lega di serie A arrivano solo 22 milioni di euro per lanciare i Palestra del domani (circa 385 mila euro a club) e a fine anno tutti i Presidenti perdono soldi.

Allora, il buon Abodi ha deciso una sera di tagliare 8-10 milioni di euro alla serie C per darli (su sua opinabile decisione) alla Lega di serie A femminile.

Attenzione. Non al calcio femminile, alla Lega di serie A. Quindi a Milan, Inter, Juve, Roma, Fiorentina e tante altre come se a questi grandi club servissero circa 500 mila in euro in più per società che fatturano già 200-300-500-600 milioni di euro.

Le conseguenze per il calcio italiano

Una manovra folle che Abodi ha nascosto e mai spiegato. Ovviamente ancora non è stata approvata, ma se dovesse passare, il calcio italiano dovrebbe ribellarsi. Lo sciopero sarebbe il minimo.

I calciatori (AIC in testa) dovrebbero protestare per queste manovre e non per le solite idiozie. Se crolla il calcio di seconda fascia non si riprenderà mai tutto il resto.

Inutile far giocare i giovani, obbligare le società a schierarli se poi il Ministro dello Sport taglia i fondi per i giovani. Queste sono le storture di una politica che se interviene fa danni.

Malagò, su questo tema, deve alzare la voce e dovrà farlo con forza.

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