Colpi sfumati e panchine: sessione di mercato atipica. Il ragionamento del Milan, e il domino allenatori da Conte e Thiago a Klopp. L’Inter paradosso al contrario

Finisce in archivio la sessione del mercato di riparazione, e lo fa senza esplodere colpi ma facendo riecheggiare principalmente il frastuono immaginario di quelli rimasti inesplosi. Che sia per disguidi e disaccordi, o piuttosto per scelta ponderata, l’impressione piuttosto tangibile è stata che molte società abbiano deciso di evitare investimenti compromettenti nell’immediato per posticipare nella prossima estate le proprie mosse, magari governate da una nuova guida tecnica. Per esempio è oggettivamente difficile contestare al Milan di non avere preso un difensore: i rossoneri difficilmente cambieranno posizione in classifica da qui al termine del campionato e non hanno a rischio l’obiettivo di qualificarsi alla Champions League della prossima stagione. Perché concordare un investimento con una guida tecnica, quella di Stefano Pioli, che al termine del campionato non sarà più sulla panchina rossonera? Un quesito che anche in via Aldo Rossi devono essersi posti, al punto di avere alla fine deciso che i tempi di recupero degli infortunati fossero abbastanza confortanti da evitare di accontentarsi a gennaio, per poter essere decisamente più soddisfatti in estate. Sul discorso Conte, che rappresenta la scelta designata dalla tifoseria milanista, è inutile ripetere concetti già espressi nel dettaglio settimane fa. Di certo la panchina rossonera rappresenterebbe per distacco la prima scelta dell’ex allenatore di Inter e Juventus, e buona parte della dirigenza attuale sarebbe assolutamente concorde nel convolare a giuste nozze al triplice fischio della stagione in corso.

Il domino delle panchine coinvolgerà molti altri top club e top manager, incrociandone di fatto i destini. Anche su Thiago Motta abbiamo fatto dei ragionamenti approfonditi nei giorni scorsi, mettendo da parte il Barcellona ed aprendo invece ad un gradimento assoluto della Juventus qualora le strade della Vecchia Signora e di Allegri si dovessero separare a fine campionato. La voragine aperta dal duplice addio di Xavi e di Klopp potrebbe contribuire a fare il resto: perché la giunta blaugrana proprio il tedesco che saluterà il Liverpool rappresenta per distacco il candidato più gradito per guidare il progetto di rinascita. E’ vero che Klopp ha specificato di volersi prendere almeno un anno di stop, ma lo è altrettanto che dalla Catalunya utilizzeranno tutte le armi delle quali dispongono per provare a fargli cambiare idea.

Incrociando i due macrotemi delle panchine e dei colpi saltati, viene automatico riflettere su chi ha vissuto questa situazione però all’esatto contrario. Ovvero l’Inter che appartiene a Simone Inzaghi da quel punto di vista, ed è ben felice di vedersi valorizzare da questa guida tecnica (risultati alla mano). Dunque nessun dubbio sulla sua permanenza, a patto che a giugno arrivi la seconda stella, ma soprattutto occhio all’attualità che ha visto sfumare una trattativa… ma in uscita. Quella di Stefano Sensi che proseguirà la sua carriera a Milano fino al termine della stagione per poi decidere lo step successivo sperando di avere qualche occasione ancora per poter far valere le proprie indiscutibili qualità e magari risolvere una volta per tutte i problemi fisici che lo hanno troppo spesso attanagliato. Situazione analoga a quella di Castrovilli con la Fiorentina: il centrocampista sarà escluso dalle liste della serie A e della Uefa per poi cambiare aria al termine della stagione in attesa della migliore proposta possibile e di un progetto adeguato per poter tornare ad esprimere il proprio talento una volta sistemati i tanti guai fisici dell’ultimo periodo.

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