Achrad Hakimi, terzino marocchino, oggi in forza al Paris Saint-Germain e in passato all’Inter, è stato rinviato a giudizio con l’accusa di stupro.
Il terzino marocchino, oggi in forza al Paris Saint-Germain e in passato all’Inter, è stato rinviato a giudizio con l’accusa di stupro. La decisione è arrivata dal giudice istruttore di Nanterre, in Francia, su richiesta della Procura locale. La vicenda giudiziaria entra così in una fase formale in cui l’accusa di violenza sessuale dovrà essere affrontata davanti alla corte penale dipartimentale degli Hauts-de-Seine.

La vicenda su Hakimi
L’inchiesta è iniziata nel febbraio 2023. Una giovane donna si è presentata alla stazione di polizia di Nogent-sur-Marne sostenendo di essere stata aggressa sessualmente nell’abitazione di Hakimi durante la notte precedente. La donna ha raccontato agli agenti di essere andata da lui intorno all’1:15 di notte. Di aver subito palpeggiamenti non consensuali e la violenza e di essere stata poi aiutata da un’amica.
La Procura, nell’arco di investigazioni durate quasi tre anni, ha ritenuto che ci fossero sufficienti elementi per chiedere il rinvio a giudizio già lo scorso agosto. Richiesta ora accolta dal giudice. Se dovesse essere giudicato colpevole, secondo il codice penale francese Hakimi rischia fino a 15 anni di reclusione.
Difesa e tesi dell’accusa
Hakimi ha sempre negato le accuse. Attraverso il suo profilo social su X ha pubblicato un messaggio nel quale sostiene che le accuse siano “false” e frutto di una presunta tentata estorsione economica. Nel suo post ha scritto che “oggi un’accusa di violenza è sufficiente per giustificare un processo. Anche se io la nego e tutto dimostra che è falsa”, aggiungendo che attende “con calma” l’esito del processo perché la verità possa emergere pubblicamente.
La sua difesa, guidata dall’avvocata Fanny Colin, ha più volte messo in dubbio l’attendibilità della denuncia, accusando la presunta vittima di aver rifiutato esami medici, test del DNA e di non aver collaborato pienamente con gli inquirenti. Oltre a sostenere che siano emersi messaggi che potrebbero indicare scopi economici dietro la sua accusa.