Fuggono i calciatori, tutti piloti e tennisti, peccato che nessuno sappia guidare il calcio! Allegri ora è triste, Spalletti pure!

Calcio italiano in crisi: giovani lontani, sistema sotto accusa e credibilità persa

Il calcio italiano attraversa una fase critica, segnata da un sistema che allontana i giovani e fa fatica a creare nuovi talenti, perchè tutti si danno al tennis ora? Perchè il movimento ha trovato Sinner ed ora dopo di lui, Musetti, Cobolli, Darderi, Berrettini, Arnaldi e potremmo continuare. I bambini stanno sostituendo il pallone con la racchetta e si segnano più l’orario della finale di Indian Wells che di Lazio-Milan. E questo senza parlare dell’effetto Antonelli che potrebbe essere molto simile a quello Valentino Rossi.

Ed il calcio? Siamo messi male, le persone al vertice del movimento non stanno gestendo lo sport in modo efficace, provocando un allontanamento progressivo delle nuove generazioni verso altri sport, dove esistono miti e modelli da seguire.

Giovani e talenti lontani dal calcio

Oggi il calcio fatica a conquistare l’attenzione dei giovani. Mentre un tempo l’Italia dominava il panorama internazionale – fino al 2006 era sul tetto del mondo – oggi il sistema appare incapace di valorizzare nuovi campioni. I migliori talenti italiani spesso vanno all’estero, mentre chi rimane fatica a emergere, in molti settori giovanili gli allenatori guardano più a come crescere loro, piuttosto che a coltivare il talento, la tattica soffoca il singolo ed i risultati sono giocatori che arrivano fino ad un punto ma non spiccano il volo.

Non si tratta solo di errori individuali, ma di un un’intera struttura che non funziona e lo specchio è un campionato che risulta poco attrattivo e soprattutto poco credibile con polemiche che rendono tutto opinabile, troppo opinabile.

Decisioni arbitrali poco coerenti e una tecnologia che non interviene quando dovrebbe, stanno creando caos totale. Il designatore degli arbitri sembra aver perso la bussola e la FIGC appare debole di fronte a una crisi senza precedenti con il rischio di saltare anche il prossimo mondiale.

Campionato falsato e credibilità a rischio

La classifica di Serie A di quest’anno appare compromessa, non tanto per la prima posizione, l’Inter sabato ha pagato il debito arbitrale di Inter-Juve: le posizioni dal secondo posto in giù sono state influenzate da episodi discutibili, mentre alcune squadre hanno subito penalizzazioni ingiuste.

Ad esempio, l’Inter, nonostante un torto subito contro l’Atalanta, ha compensato con punti guadagnati in altre situazioni favorevoli, consolidando la propria posizione in vetta, possiamo contestare la mancanza di forza negli scontri diretti, ma i punti sono quelli.

Al contrario, la Juventus si trova in una posizione di classifica deficitaria in cui facendo la conta degli errori dichiarati dalla commissione arbitrale, le mancano quasi una decina di punti, al Milan, ne mancano, tre-quattro, così come alla Roma, al Napoli, un paio. Fate un calcolo e avreste un campionato molto più aperto. Il Como è l’unica immune da errori, forse con qualche situazione favorevole recente.

La lotta per la Champions: una sfida aperta, Spalletti non ride

Al momento, tornando ai numeri reali con il fardello arbitrale, la corsa per un posto in Champions League appare concentrata tra tre squadre, ma nulla esclude che il discorso possa allargarsi. Tutto dipenderà dalla capacità di Juventus, Como e Roma di ottenere risultati costanti nelle prossime giornate. Spalletti non ride, a Udine è rimasto infastidito per qualche decisione arbitrale e per la poca considerazione sulla sua squadra. E’ innegabile che la Juventus abbia sbagliato una partita e mezzo, Como e Galatasaray, ma che in tutte le altre partite, il gioco si sia sempre visto, se mai sono mancati certi gol e un’attenzione difensiva che solo Bremer può garantire. Il resto lo sappiamo e sono quegli errori che arrivano da fuori che incidono.

Un campionato imperfetto, Allegri triste

Questa stagione evidenzia un campionato imperfetto, in cui solo l’Inter ha un vantaggio rassicurante, nonostante non abbia dominato negli scontri diretti. Allegri è passato in una settimana dalla felicità di Estupinian alla tristezza di Estupinian, croce e delizia, gol ed errore su Isaksen, tre punti presi e tre lasciati nel momento in cui potevi e forse dovevi, affondare il colpo.

Allegri è triste perchè si rivede come nella corsa della sua Juventus di qualche anno fa, in cui aveva lottato con i nerazzurri, prima di vedersi soccombere per errori arbitrali, (a proposito ricordate Inter-Verona? ) e per un mancato mercato di gennaio inesistente, esattamente come allora.

Allora nel girone di ritorno la Juventus crollò, attenzione alla sfida con il Torino, perchè se i rossoneri non si riprendono possono finire risucchiati.

E’ un campionato imperfetto, ma soprattutto dove è giusto dire che vincerà la squadra meno peggio, o forse quella che è migliore nella mediocrità generale.

C’è un rimedio?

La Serie A oggi presenta gravi criticità: errori arbitrali continui, lamentele perpetue e dubbi sulla successione delle gare, che richiede obbligatoriamente un ritorno al calendario simmetrico, per evitare qualsiasi polemica, ma soprattutto la mancanza di talenti che rischia di compromettere il futuro del calcio italiano.

In sintesi, il calcio italiano sta perdendo credibilità, fascino e punti: ci dicono che è quello più combattuto, siamo sicuri? Una volta c’erano i migliori, ora ci sono i resti degli altri o quelli che rimangono per poi andare via. Servono interventi concreti per valorizzare i giovani, recuperare la fiducia dei tifosi e riportare il movimento ai livelli internazionali, non bastano due finali di Champions per dire che non siamo in crisi, serve ben altro.

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