I tempi sono cambiati, ma anche noi non l’abbiamo capito. basta vivere di ricordi, l’Italia va sostenuta. Napoli, fra auto-problemi e belle prospettive

L’Italia va sostenuta e soprattutto va capito il momento. Non andiamo al Mondiale da due edizioni di fila, il nostro calcio ha perso appeal e i problemi purtroppo sono tanti.

L’elenco è ampio e variegato: dalle strutture agli stadi, passando per la scarsa valorizzazione dei vivai e i ricavi che non aumentano. Più un’altra serie di criticità che hanno “retrocesso” il calcio italiano al livello più basso fra i top 5 campionati europei. Lo dicono i numeri, le statistiche, i dati. Oltre chiaramente ai risultati.

L’Italia va sostenuta e soprattutto va capito il momento

In questo contesto complicatissimo un primo passo per tornare al centro è qualificarsi al Mondiale. Non sarebbe solamente il permettere a una nuova generazione di giovani di vedere la Nazionale in una fase finale del torneo. Non sarebbe solamente il ritrovarsi l’estate con amici e famigliari per tifare nelle sere d’estate tipicamente italiane. Qui in gioco c’è tanto, tanto di più: la credibilità del nostro calcio. In primis verso noi stessi, e successivamente agli occhi del Mondo. Inutile star qui a ricordare i fasti di un tempo, quando dettavamo legge e in attacco le discussioni erano se far giocare Baggio o Del Piero, Vieri oppure Inzaghi. Se convocare o non convocare Cassano, oppure proporre un centrocampo a tre con Pirlo, Gattuso e De Rossi.

Basta vivere di ricordi

Quei tempi sono finiti, quella generazione è passata. Non sostituita a dovere, chiaro. Viviamo di ricordi, siamo rimasti al 2006. Anche questo è un grosso, enorme problema. Sforziamo di guardare avanti e provare a pensare positivo. Inutile star qui a storcere il naso perché abbiamo battuto l’Irlanda del Nord solamente 2-0, perché non siamo stati bravi a esprimere un buon calcio. Guardiamo in faccia la realtà: questi siamo, questi sono. E hanno una pressione sulle spalle e nell’anima enorme perché fallire per la terza volta di fila una qualificazione al Mondiale sarebbe davvero una tragedia calcistica. Mai come adesso serve massimo sostegno e fiducia, poi ci sarà il tempo delle critiche. Speriamo positive, altrimenti il contrario. Sempre costruttive e mai distruttive. Aggrappiamoci agli unici due fenomeni dell’Italia, Donnarumma e Tonali, e a un CT che non è un fenomeno ma un allenatore ottimo questo sì, Gennaro Gattuso. Peraltro perfetto per ricoprire un ruolo delicato e scomodissimo. Oggi in Italia, anche fra i suoi colleghi più illustri, in pochissimi vorrebbero stare al suo posto. Rispetto per la Bosnia, che non significa aver paura ma consapevolezza di ciò che servirà per centrare il risultato. Va bene anche ottenuto in maniera brutta, sporca e “cattiva”. L’importante è uscire dal buco in cui siamo sprofondati post Mondiale 2014.

Napoli, fra auto-problemi e belle prospettive

In Serie A la pausa è servita soprattutto al Napoli. A proposito: possibile che non si riesca mai a vivere una sosta in serenità? Peraltro proprio ora che la rosa sta tornando al completo e il finale di stagione potrebbe anche riservare sorprese piacevoli? Serviva alzare tutto questo rumore intorno al mancato rientro di Lukaku dal Belgio? La risposta è no, semplicemente no. Al di là di auto-problemi ambientali occhio al Napoli: ha 5 partite in casa su 8, una condizione in crescita, lo scontro diretto col Milan e un Inter davanti che ha iniziato a viaggiare in riserva. Se dovessimo indicare una potenziale sorpresa di questo finale di campionato è senza dubbio il Napoli. Ah…per la Champions League continuate a non considerare il Como…che intanto è quarto. A più 3 da Roma e Juventus e comunque con la certezza di girare l’Europa il prossimo anno

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